Oggi si fa memoria di san Giovanni Paolo II.
Nell'occasione ripropongo un mio pensiero, scritto al termine di un convegno di studio sull'enciclica "Fides et Ratio", scritta da San Giovanni Paolo II il 14 Settembre 1998
10 Marzo 1999 (notte ore 1.37)
Fides et Ratio
Cessata è l’ora del tripudio mio,
ove riposto avevo la mia mente,
che si beava della sua stupidità,
in psiche e corpo, la prigione sua.
Ora son qui, immolato sul Tuo Altare,
in questa notte buia e tempestosa,
ove non trova requie il mio ansimare,
e si ciba di me la mente mia.
Avrei voluto dire ciò che sento
ove si parla di Ragione e Fede,
assente il Cuore, Spirito Divino,
nella grande assemblea dissacrata.
M’avverte il Tuo profeta Geremia
in questa notte mia, ove le membra,
il capo e tutto il corpo mio distendo,
per cercare il Tuo volto illuminante.
Notte di fuoco, già Pascal annuncia,
dove trasformo in Te la mia sostanza
e il corpo mio corrotto già si nega,
nullificato dalla Tua essenza.
E il cuore in movimento si fa strada
tra i sentieri impervi del Tuo Monte,
dove per me il mio letto nuziale
hai preparato nella dolce attesa,
promessa al viver mio sì tanto amaro,
causa finale, il tutto concentrato,
come il Dottore angelico ha annunciato,
terra dei padri miei, della mia storia.
Oh! Sapienza Divina che stupisce!
Oh! Prescienza immortale che comprende,
in un sol tratto, ieri, oggi e sempre,
e tutto l’universo che promana,
dura cervice la mia parte umana,
che intender sempre vuole con la mente
e si dimena, intrepida, nel sonno,
come l’infante con le sue paure.
Ecco la mia corazza, scudo e usbergo,
la Fede e la Ragione, mia armatura,
spiccano il volo in alto e mi sostiene
la certezza che l’Amor sempre ‘l sorregge.
Aldo Gervasio