GIOVEDÍ 09 NOVEMBRE 2017
LITURGIA DELLA PAROLA: Ez 47,1-2.8-9.12; Sal 45(46); Gv 2,13-22.
LE ACQUE CHE RISANANO
La visione di Ezechiele s'inquadra nella dimensione salvifica: Dio risana il suo popolo con l'acqua che sgorga dal suo tempio santo. Egli stesso è, come l'acqua che risana, colui che sana. In questo caso la simbologia è molto importante, perché ci fa comprendere la necessità che abbiamo di essere purificati, risanati e rigenerati dallo Spirito Santo Dio. Quanto espresso nella visione di Ezechiele, si verifica con la venuta di Cristo con la sua opera di redenzione. Nel Vangelo Gesù, con la sua autorità per essere il Figlio di Dio, che viene a risanare il suo popolo,scaccia i venditori dal tempio, che è la massima espressione visibile della presenza di Dio nella storia della salvezza. Il tempio è la casa di Dio e non va confuso con un luogo di commercio. La commistione tra gli affari e lo spirito non porta ad alcun risultato positivo, perché non si può servire a due padroni. È necessario fare una scelta e scegliere il Bene, cioè Gesù.
O Signore, che hai fatto del Tempio la tua casa di preghiera, fa' che anche noi diventiamo la tua dimora, perché, purificati dalla tua acqua che risana, possiamo accoglierti degnamente dentro di noi. Risanaci, o Signore, con l'acqua e con il tuo Santo Spirito e fa' che non seguiamo gli idoli delle nostre affezioni e delle inclinazioni. Il nostro cuore e la nostra mente siano lo strumento per vivere e far vivere la tua Parola. Amen.