05 Gennaio 2022, anno C
Liturgia della Parola: 1Gv 3,11-21; sal 99(100) vv.2-5; Gv1,43-51.
“Non amiamo a parole”.
1.Ci sarà sicuramente capitato di apprendere una teoria, ma di non saperla mettere in pratica: una regola matematica da applicare o semplicemente una ricetta un po’ più complicata. Abbiamo bisogno di riflettere, per poter operare. Questa medesima condizione si applica anche alla carità: sappiamo la teoria, cioè l’esortazione a vivere nella carità, ma non riusciamo ad applicarla nella realtà; siamo distratti e refrattari. Conoscere una teoria, dunque, non è la stessa cosa che applicarla. Conosciamo il Vangelo a memoria, ma spesso non lo applichiamo. La carità non è un fatto teorico, ma è essenzialmente pratico. Riflettiamo: come vivo io la carità evangelica? Se questa domanda ci mette in crisi, allora siamo sulla buona strada. 2.Nel Vangelo Gesù mette in crisi Natanaele, che, rispondendo a Filippo, aveva detto: “Da Nazaret può venire qualcosa di buono?”. Gesù gli dimostra di conoscerlo nella profondità del cuore: “ecco un Israelita, in cui non c’è falsità”. Cari amici, Gesù ci conosce e scruta il nostro cuore. Dobbiamo essere come Natanaele: un cristiano, in cui non c’è falsità. Preghiera: Signore, trasforma la mia chiacchiera nell’azione concreta della carità e fa’ che anch’io sia un cristiano senza falsità. Amen. Madre mia, fiducia mia