MEDITAZIONE DEL GIORNO 27 APRILE 2017
At 5, 27-33; Sal 33(34) vv.2.9.17-20; Gv3,31-36
La fede di ogni credente si misura con la fede che ha in Cristo, che Dio, per la sua sovvrabbondanza di amore e di misericordia, ha inviato a noi, per riscattarci dal peccato e per farci vivere in eterno. Credere in Gesù Cristo infatti sigifica avere fede in Dio e obbedire a Lui, piuttosto che agli uomini. Il precetto dell'uomo è fallace e ingannevole; viene dalla temporalità ed è quindi destinato a perire. La Parola di Dio, il precetto del Signore, è eterno e immortale ed è destinato a renderci eterni e immortali. Quanto affermato da Pietro davanti ai sommi sacerdoti "bisogna credere a Dio piuttosto che agli uomini", è la prova di una fede ormai matura ed è anche prova di conoscenza delle cose di Dio. E io? A che punto sono con la mia fede? Come la vivo? Che cosa faccio per farla crescere in me? sono domade a cui ogni credente deve dare una risposta. Quale risposta posso dare io? Gesù dice a Nicodemo: chi viene dalla terra parla con la terra, ma chi viene dal cielo, parla con il cielo. Siamo sprofondati nella terra dopo la nostra disobbedienza, ma proiettati verso il Cielo per la Misericordia e il perdono di Dio, mediante Gesù. Che cosa vogliamo fare? Continuare a ragionare con la terra ed essere imbrigliati nelle sue spire o scegliere il Cielo e vivere al modo di Gesù già su questa terra?