Domenica 08 Ottobre 2017
Letture: Is 51-7; Sal 79(80)vv.9.12-15.19-20: Fil 4,6-9; Mt 21,33-42
La vigna improduttiva.
La presentazione della vigna improduttiva è eloquente. Il profeta Isaia, ci presenta un quadro molto molto triste, a causa dell'infedeltà dell'uomo. Come in una coppia di sposi emerge l'infedeltà, così nel rapporto uomo-Dio, si avverte il tradimento da parte dell'uomo. Sembra che uccidere Dio attraverso la soppressione del figlio, sia un esercizio tanto caro all'uomo, che diventa l'artefice della sua precarietà. Noi non aprezziamo la vigna, perché coltivarla richiede impegno e sacrificio. Sempre più spesso ci facciamo dominare dalla PIGRIZIA. Come abbiamo meditato nel Vangelo della scorsa Domenica, disobbediamo al comando del Signore, che ci invita a lavorare nella sua vigna. La cosa giusta da fare è svegliarci dal nostro torpore, abbandonare la nostra pigrizia, per dedicare una piccolissima parte della giornata alla meditazione e alla preghiera. E' necessario essere amici di Gesù,perché quanto più si è amici, tanto più si rafforza il vincolo. Chiediamo con fede a Gesù la sua amicizia, perché ci prenda a lavorare nella sua vigna, quali operai fedeli e a attenti. Sempre.
Signore, fa' ch'io diventi sempre più un degno operaio della tua vigna. Aiutami a uscire dalla mia pigrizia, per dedicare un po' del mio tempo alla tua Parola. Fa' che io sia costante nella meditazione e nella preghiera, perché sia per me il mio pane quotidiano.Amen.
SABATO 07 OTTOBRE 2017
Letture: Bar 4,5-12.27-29; Sal 68(69) vv.33-37; Lc 10,17-24
Il resto d'Israele
Solo un resto del popolo d'Israele è rimasto fedele al Signore e alle sue leggi.L'incoraggiamento del profeta Baruc ad andare avanti è proprio per quel resto che è rimasto fedele, ma è rivolto anche a coloro che si sono allontanati dalla via del Signore. La nostra vita, costellata di infedeltà, è ora pronta a far parte di quel resto? Ciò che il Signore ci chiede attraverso il Profeta è una condotta irrreprensibile e un atto di fede in Lui, perchè il demonio è sempre in agguato, pronto ad aggredire, sopratutto chi è più debole e vacilla nella fede. La perseveranza nella fede e nella pregheira opera in noi una trasformazone radicale. Coraggio, diciamo con il Profeta, non perdiamoci d'animo, ma diamoci da fare, perché, come abbiamo distrutto il tempio e il nostro cuore, così affrettiamoci a incominciare l'opera di ricostruzione. Proprio Gesù ci rivela nel Vangelo: non sono i forti e i potenti che comprendono la Parola, ma i piccoli, gli umili, ai quali il Signore è particolarmente affezionato e che formano quel resto d'Israele.
O Signore,che m'inviti continuamente all'opera di ricostruzione, entra nella mia vita, nel mio cuore, nella mia anima e trasformami radicalmente. Fa' che io non resti imbrigliato nella rete della superbia, della vanagloria e di tutto ciò che non è gradito a Te.Amen.
VENERDI 06 OTTOBRE 2017
Letture: Baruc 1,15-22; Sal 78(79) vv.1.3.4.8-9; Lc 10,13-16
Da figli ribelli a figli lberati
Il Profeta Baruc denuncia la condizone dell'uomo e il suo atto di ribellione . Di fronte a un Dio che cerca l'uomo per la sua liberazioone, ci troviamo invece di fronte a un uomo testardo e ribelle, veramente un "popolo dalla dura cervice", che non considera necessario vivere secondo i decreti del Signore. Un popolo che vuole affermare la sua autonomia da Dio e si allontana dalle sue leggi. In ogni uomo è insito un naturale spirito di ribellione. ci ribelliamo quotidianamente, perchè vogliamo essere autonomi, padroni della nostra autonomia, mentre il Signore continuamente ci incoraggia e ci invita a seguirlo, esortandoci alla conversione del cuore, come tante volte ha invitato la moltitudine a converirsi, ma non hanno obbedito. Vogliamo allora comportarci come Corazin e Betsaida e avere il loro stesso trattamento? Il Signore invece chiede a noi un atto di generosità, perché da figli ribelli possiamo diventare figli liberati.
O Signore, quante volte ho fatto prevalere la mia autonomia, scambiandola per libertà! Quante volte la mia superbia e la mia vanagloria mi hanno tenuto prigioniero nelle loro spire, mentre Tu continuamente mi esortavi a cambiare rotta! Non considerare i miei peccati e le mie afflizioni, ma concedimi di ravvedermi e di gettarmi alle spalle tutti i miei errori, per vivere con Te in armonia. Amen.
Giovedì 05 Ottobre 2017
Letture: Ne 8,1-4a.5-6.7b-12 Sal 18(19) vv.8-11; Lc 10,1-12
La messe e gli operai
La Parola di Dio è la CHIAVE che apre ogni porta, la soluzione di ogni quesito, di ogni problema. Non la vita esteriore ci fa guadagnare Cristo, ma l'essere irreprensibili e una vita vissuta sotto la bandiera di Cristo, che ci rende invulnerabili e candidati alla santità.Meditare sulla Parola di Dio, significa viverla e applicarla alla mia vita quotidiana, così che io possa diventare un vero discepolo di Gesù e pronto per proclamare la sua Parola. Non posso essere annunciatore del Vangelo, se non lo interiorizzo, fino a renderlo parte integrante di me, anzi fino a conformare la mia vita a quella di Cristo. È un Vangelo di gioia e non di pianto, perchè annuncia e proclama una Verità universale: la morte è sconfitta, mentre prende corpo e vita la risurrezione, alla quale ogni cristiano deve aspirare. Questa infatti è la nostra fede e questo è anche il nostro impegno:proclamare la Parola di Dio.
Signore Gesù, che hai inviato i tuoi discepoli a proclamare la tua Parola, fa' che la mia vita sia conforme alle tue Leggi e alla tua Parola, perché anch'io possa proclamarti e anunciarti agli altri. Amen.