Da Aldo Gervasio 10 Settembre 2018
In una Chiesa stracolma di fedeli, forse anche un po’ incuriositi per la novità, si è tenuta l’annunciata benedizione degli zainetti, degli alunni e degli insegnanti. Un augurio di buon anno scolastico, ma soprattutto per dare al lavoro degli alunni, degli insegnanti e delle famiglie una connotazione particolare, visto che il compito è fondamentalmente educativo. Alunni, insegnanti e genitori si sono ritrovati in massa nella Chiesa di San Giovanni Battista in Cassino, divenuta a un tratto troppo piccola per contenerli, per partecipare alla santa messa e al rito di benedizione degli zainetti. In tanti si sono industriati per scattare foto ricordo in occasione di questo evento, geniale idea di don Giovanni, il nostro parroco, il quale che sta riscuotendo consensi e benevolenza da parte di tanti fedeli. Un parroco giovane e colto, ma soprattutto un giovane concreto e nello stesso tempo di grande spiritualità, che riesce a coniugare con la pedagogia del fare. Soffermandosi infatti sul Vangelo, con un linguaggio semplice e coinvolgente, ha spiegato ai bambini e a tutti i presenti, che l’attenzione non è qualcosa di evanescente o di teorico, come si è abituati a studiare sui banchi di scuola e all’università, ma è una pratica d’amore, quella pratica che Gesù ha messo in atto nel momento in cui ha guarito il sordomuto del Vangelo. Quante volte infatti i bambini strillano, si dimenano, fanno le bizze? E perché lo fanno? Per avere la giusta attenzione da parte dell’adulto, dei genitori. Spesso però i genitori sono lontani dalle richieste dei figli, perché distratti dal loro lavoro o perché cercano essi stessi distrazioni, giustificate che siano, per lo stresso accumulato durante il giorno. Occorre dunque una verifica dell’essere genitori e pensare se non sia più corretto, dal punto di vista pedagogico e cristiano, prestare più attenzione ai propri figli o tuffarsi nel proprio lavoro o nelle proprie attività. Una provocazione bella e buona, che ha certamente stimolato i genitori presenti, li ha aiutati a una riflessione .Come Gesù infatti ha prestato attenzione al sordomuto, che chiedeva di essere guarito, così i genitori, ha conclusi il parroco, hanno il dovere di prestare attenzione ai figli, che la chiedono con il loro comportamento, talvolta anche anche iper-attivo. Una riflessione giusta, che non viene solo dalla Chiesa, ma dalla società stessa. È la società che richiede questo impegno da parte dei genitori, un impegno fondamentale, che, se costante, inciderà sicuramente sulla salute fisica e spirituale dei figli e di tutti. Una società priva di attenzione, infatti, è destinata all’indifferenza totale. Non è questo il messaggio che noi adulti dobbiamo dare ai nostri figli, ha concluso il parroco, ma, come Gesù nei confronti del sordomuto, dobbiamo adoperarci, per essere testimoni coerenti di fede e di attenzione.