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Categoria: Scuola di teologia per laici
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Desiderio del Cielo

Vivo, ma in me non vivo, e tanto è il bene che dopo morte imploro che mi sento morir perché non moro

Più in me vivo e giubilo

vivo nel mio Signore.

Per sé mi volle; e struggomi

or per intenso ardore.

Gli detti il cuor, e in margine

scrissi con segni d’oro:

moro perché non moro.

L’alto d’amore incendio

di cui prigion son io,

dié libertà al mio spirito,

e mio prigion fé Iddio.

Ma nel pensarmi despota

di Quei che bramo e adoro,

Moro perché non moro.

Quanto è mai lunga all’esule

quest’affannosa vita!

che m’hanno ormai sfinita!

Mentre n’attendo l’esodo,

immenso è il mio martoro:

Moro perché non moro.

Oh, com’è triste vivere

lungi da te, mio Dio!

Se amar è dilettevole

lungo sperar è rio.

Troppo pesante è il carico,

troppo, Signor, m’accoro:

Moro perché non moro.

La speme sol m’allevia

d’avere un dì a morire,

che col morir eterea

vita verrò a fruire.

Morte che a vita susciti,

non ritardar, t’imploro!

Moro perché non moro.

Non mi tradir! Fortissimo –

vita, ricorda – è amore.

Puoi guadagnar col perderti.

Cedi! Per te è migliore.

Morte, orsù, dunque, affrettati,

scocca il tuo dardo d’oro!

Moro perché non moro.

Quella che in ciel tripudia,

quella è la vita vera;

ma poiché invan raggiungerla

senza morir si spera,

morte, crudel non essere,

dammi il Tesor che imploro!

Moro perché non moro.

Per Quei che m’è nell’anima

Che posso fare, o vita,

se non te stessa perdere

e andare in Lui smarrita?

Vo’ tal lucrosa perdita,

Vo’ il sommo Ben che adoro:

Moro perché non moro.

 

N.3

Tutta m’offersi e rinnovata fui: il diletto è per me e io per Lui.

Quando il dolce Cacciatore

tese l’arco alla frecciata,

fra le braccia dell’amore

caddi in pieno vulnerata.

Ma ripresi nuovo brio;

e un tal foco m’arse in petto

chè il Diletto è tutto mio

ed io tutta del Diletto.

Mi colpì d’una saetta

infocata dall’amore,

onde l’alma stretta stretta

si congiunse al mio Signore.

Or null’altro qui desìo;

per Lui solo è qui il mio affetto.

Chè il diletto è tutto mio

ed io tutta del Diletto.

  1. 9

Massime

Niente ti turba –Niente t’attristi,

tutto dilegua – Dio non si muta,

con la pazienza – tutto t’acquisti,

manchi di nulla – se hai Dio nel cuore:

Basta il suo amore.

 

  1. 8

Cercando Dio

In me cerca Te, in Te cerca me.

 

Con tanta grazia e diligenza Amore

in me ti seppe ritrattar, che al mondo

non mai s’avrà un così gentil pittore

che miglior opra possa in ciò compir.

Fosti dal nulla per amor creata,

bella, graziosa e nel mio cuor dipinta

se ti smarrissi, o mia colomba amata,

cercati in me che ti potrai scoprir.

Ti scoprirai dipinta sul mio petto

sì ben al vivo e con sì dolci tratti

che in contemplarti tu n’avrai diletto,

grata all’eccelsa possa dell’amor.

Che se poi non sapessi ove cercarmi,

non vagare per monti o per foreste:

se veramente tu vorrai trovarmi,

cercami in te, dentro il tuo stesso cuor.

Tu sei l’ostello ov’io dimoro e dove

il mio riposo e il mio piacer rinvengo.

Non affannarti nel cercarmi altrove:

chiamami e tosto io sarò da te.

In ogni tempo e in qualsivoglia loco,

pur io ti chiamo e di chiamar non lascio.

In me ti cerca, e –oh, mirabil gioco!-

Te pur con gioia troverai qui in me.