Informazioni
Login Form
- Dettagli
- Scritto da aldo
- Categoria: Scuola di teologia per laici
- Visite: 210
SCUOLA DI TEOLOGIA PER LAICI
Insegnamento di psicologia della religiosità
Lectio brevis introduttiva del 13 Novembre 2023
Il Tema generale del corso è: Emarginazione e salute. Le discipline dell’interiorità nell’ottica della salute globale.
Il tema generale è ampio, seppure circoscitto alle discipline dell’interiorità. Sono tante le discipline, che, in qualche modo, partendo dal nostro immaginario, si diramano nelle collettività, grandi e piccole, prendendo il carattere di vere e proprie forme di religiosità. Solo per citarne alcune lo Zen, il Taoismo, Yoga…discipline che agiscono sul nostro sistema nervoso centrale e inducono alla calma. Lo stesso Training Autogeno di Shultz, che non penso si possa definire una disciplina dell’interiorità, è una ginnastica mentale, che, partendo dai parametri fisiologici, induce il soggetto alla pesantezza, alla calma, al calore corporeo, a riappropriarsi della propria dimensione psicofisica. Tutte le discipline concorrono al benessere della persona. Oggi facciamo quasi la corsa, per cercare di apprendere un metodo di rilassamento. Siamo bombardati da tutte le direzioni e la persona sente il bisogno di rilassarsi. Siamo fagocitati. Sembra che a volte ci manchi il tempo per fare, agire, concludere… Uno degli argomenti che tratteremo è la preghiera e la meditazione, che, per definizione, sono le discipline dell’interiorità per eccellenza, perché non si fermano alla scoperta del profondo, ma toccano le corde più alte dello spirito e si propagano anche verso il prossimo. Sono quelle dimensioni verticale e orizzontale, che ci permettono di stare in perfetto equilibrio, l’una verso Dio, l’altra verso il mio prossimo.
Partiamo dal concetto di salute, che sicuramente è quella che ci sta più a cuore. Siamo giustamente preoccupati, se manca e ci rallegriamo quando c’è. L’analisi dell’Università della Preghiera dell’Aquila è da tempo arrivata alla conclusione che ci preoccupiamo della salute giustamente, ma spesso solo di quella fisica e qualche volta anche di quella spirituale. Non abbiamo mai preso in considerazione il concetto di “salute globale”. Che cos’è? E’ un concetto che parte dalla salute spirituale, interiore, cioè centrale, per propagarsi a quella materiale, esteriore, periferica. Da qui nasce il concetto tutto spirituale di “emarginazione “, che non è soltanto quella emarginazione di tipo sociale e che conosciamo almeno in superficie, ma è quella emarginazione, che nasce dal malessere interiore e che porta alla “distrazione”, cioè ci porta a distrarci con tutti i mezzi necessari, leciti e non. Possiamo parlare, quindi, di “sindrome tossicodipendenziale”, che si manifesta a tutti i livelli, dalle droghe propriamente dette e che inducono alla tosicodipendenza e che conosciamo ormai tutti, alle dipendenze subdole, ma costanti, come l’avere e il piacere. Queste poche battute , solo per dire che ognuno di noi è chiamato alla salute. Gesù parla, agisce e guarisce. La via della nostra guarigione, quella che dall’emarginazione porta al centro, si chiama Gesù, si chiama preghiera, si chiama meditazione, si chiama carità-relazione.
Dopo questa breve introduzione, possiamo anche prendere in considerazione, come da programma, le basi filosofiche della psicologia.
- Dettagli
- Scritto da aldo
- Categoria: Scuola di teologia per laici
- Visite: 198
SCUOLA DI TEOLOGIA PER LAICI
Insegnamento di psicologia della religiosità a.a. 2023-2024
Prof. Aldo Gervasio
A tutti gli studenti del corso
Comunico che le lezioni di psicologia della religiosità avranno inizio Lunedì 13 Novembre p.v. Mi scuso per il ritardo, ma voglio assicurare che recupereremo per tempo le lezioni.
Il tema generale del corso è il seguente:
“EMARGINAZIONE E SALUTE: LE DISCIPLINE DELL’INTERIORITÀ NELL’OTTICA DELLA SALUTE GLOBALE”.
Con questo tema s’intende studiare il concetto di “emarginazione” sociale e soprattutto spirituale, per comprendere sia l’emarginazione del singolo che della comunità. Ciò al fine di studiare le dipendenze e gettare le basi, per costruire il percorso di individuazione.
Nello specifico verranno trattati i seguenti argomenti:
Cap. I: le basi filosofiche della psicologia
Cap II: Introduzione alla psicologia della religiosità
Cap.III: Senso religioso e attaccamento
Cap.IV: Psicoanalisi e psicologia analitica nella ricerca della religiosità
Cap.VI: la pratica del testo mistico
Cap.VIII: la meditazione
Cap. XII: Psicologia, sensi di colpa e peccato
Cap.XIV: La struttura quadrinomia.
Il testo di riferimento è il seguente: Aldo Gervasio, psicologia e religiosità (un possibile itinerario formativo), Mondostudio Edizioni, Cassino, 2022,pp. 1-194.
Il testo è in distribuzione presso: libreria Gerini di Cassino, oppure presso la Libreria Mondostudio, via G. Donizetti 9/a, al costo di Euro 13,00.
Gli altri capitoli esclusi dall’esame, saranno oggetto di approfondimento durante i seminari (extra orario canonico), di cui vi saranno impartite istruzioni in seguito. A tutti voi, cari studenti, e ai colleghi, gli auguri di un sereno e proficuo anno accademico.
Prof. Aldo Gervasio
- Dettagli
- Scritto da aldo
- Categoria: Scuola di teologia per laici
- Visite: 352
Regole e modelli
La pedagogia applicata, fin dalla sua origine, ha sem-pre orientato la persona, l’educando, verso modelli da seguire, modi di vivere e di comportarsi. È chiaro che essa detta regole, principi, modelli, in quanto il suo compito è normativo e prescrittivo, anche se questo aspetto deriva necessariamente dalla ricerca pura. Una definizione di “modello”, ci viene offerta dal dizionario di psicologia, che riporta uno studio di Frey (1961): “Il model del tedesco antico indicava nell’architettura me-dievale metà del diametro d’una colonna. La forma at-tuale della parola “modell” è apparsa nel sec. XVI come germanizzazione dell’italiano “modello” e designa innan-zitutto un esemplare al quale ci si ispira per far qualco-sa”29. È noto che una delle principali forme di appren-dimento è quella per imitazione, in cui il bambino se-gue il modello genitore; ciò ha dato un bel daffare agli studiosi, psicologi e pedagogisti, che si sono sempre adoperati per inquadrare in certi modelli il modo di es-
29 W. Arnold, H. J. Eysenck, R. Meili, Dizionario di psicologia, Edizioni Paoline, 1986, p.702. 53 abbiamo cercato di definire dei modelli educativi, così come sono stati proposti da Petrini-Desinan.
sere del bambino. Ci si sofferma soprattutto sugliaspetti prescrittivi, nel senso che si tenta di offrire all’educando deimodelli, ai quali dovrà adeguare ilproprio comportamento. Inquesta sede nonci soffer-meremo ampiamente sulla teoria deimodelli,optandoinvece per gli aspetti pratici della formazione,e analiz-zando alcuni modelli indicati dalla ricerca e dall’osservazione. In un nostro non più recente lavoro30abbiamo cercato di definire dei modelli educativi, cosìcome sono stati proposti da Petrini-Desinan.31
MODELLOALTERNATIVE
Dominanza
iperdominanza–ipodominanza
Valutazione: ipervalutazione –ipovalutazione
Accettazione: accettazione –rifiuto
Protezione: iperprotetto–ipoprotetto
A secondadelle alternative in cui sono collocate le manifestazioni comportamentali delbambino, è possi-bile non solo comprendere le sue caratteristiche domi-nanti, ma anche prevedere i comportamenti edeven-tualmente intervenire.Per completare questodiscorso,vengonodi seguito riportati i modelli con le alternative iper-ipoe le corrispettive caratteristiche, elaborate se-condo lo schema propostoda Petrini-Desinan.
IPERDOMINATO:oppresso daunadisciplina esage-rata,sottomesso ai genitori, timido, ansioso, insicuro epoco fiducioso,preferisce stare con gli adulti, diventaautoritarioe dominante.
30Aldo Gervasio,Per una pedagogia dell’età evolutiva, Isernia, E.DI.CI.Editrice,1982.31E. Petrini-C.Desinan,Orientamenti psicopedagogici edidattici, Roma,EdizioniFin-Lavoro,1976.54
IPODOMINATO: non si sente obbligato, non viene contrariato, non ha senso del controllo, capriccioso, di-sobbediente, aggressivo, prepotente, non tiene conto degli altri, vuole primeggiare.
IPERVALUTATO: è sempre benevolmente accettato, sempre giustificato, vengono attribuite agli altri le sue mancanze, dispotico e tiranno, reagisce al rimprovero esageratamente, è sempre al centro dell’attenzione, ha difficoltà d’inserimento, perché vuole essere il primo, incapace di governarsi da sé.
IPOVALUTATO: viene sempre criticato, non trova mai elogi e lodi, è scoraggiato e sfiduciato, indifferente al successo e all’insuccesso, non ha senso di responsa-bilità, presenta dei comportamenti ancora infantili, è risentito, ostile verso tutti, pensa all’evasone e alla fuga.
ACCETTATO: molto amato in famiglia, vengono sempre soddisfatti i suoi bisogni, i comportamenti so-no più giustificati che corretti, trova difficoltà a supe-rare le frustrazioni, è sufficientemente autonomo e si-curo.
RIFIUTATO: genitori indifferenti e disinteressati, ipercriticato, subisce la reazione dei genitori, se viene criticato, nei confronti degli altri è sempre il peggiore, insicuro, ha poca stima di sé, aggressivo e ostile, facil-mente influenzabile.
IPERPROTETTO: sottomesso a cure e sollecitazioni esagerate, attende un aiuto in condizioni nuove, egoi-55
sta e insensibile, capriccioso e volubile, si aspetta tutto dagli altri, incapace di decidere.
IPOPROTETTO: è dimenticato e ignorato dai genito-ri, può fare tutto quello che vuole, ha scarsa stima di sé, asseconda gli eventi, fatalista, subisce l’influenza degli altri, imita modelli esterni, nasconde desideri di rivalsa e di rivincita.
Questi modelli si riferiscono all’atteggiamento che i genitori hanno verso i figli e che ne determinano i comportamenti, talvolta anche patologici.
La scuola di Palo Alto32
32 La Scuola di Palo alto è una scuola di psicoterapia statuniten-se, che trae il suo nome dalla località californiana in cui sorge il Mental Research Insitute, Centro di ricerca e terapia psicologi-ca, fondato da Donald De Avila Jackson nel 1959.
33 Giorgio Nardone, psicologo, psicoterapeuta, fondatore con Paul Watzlawick del CIS, Centro di Terapia Strategica, nel 1987.
34 G. Nardone, E.Giannotti, R. Rocchi, Modelli di famiglia, Mila-no, Edizioni Ponte alle Grazie,2001, p. 56.
Nella metà degli anni 90 la scuola di Palo Alto ha dato il via a un’altra importante ricerca sui modelli, ad ope-ra di Giorgio Nardone,33 esponente di spicco tra i ricer-catori di quella scuola. In un suo recente volume ha evidenziato sei modelli emergenti nella famiglia, che sono:34
IPERPROTETTIVO: i genitori si sostituiscono ai figli considerati fragili;
DEMOCRATICO-PERMISSIVO: i genitori e i figli sono amici; 56
SACRIFICANTE: i genitori si sacrificano costante-mente per dare il massimo ai figli;
INTERMITTENTE: i membri della famiglia oscillano da un modello all’altro;
AUTORITARIO: i genitori esercitano il potere in mo-do deciso e rigido.
Questi modelli studiati dai ricercatori, hanno messo in evidenza alcune caratteristiche, che scaturiscono dai comportamenti dei genitori e che vanno analizzati e di-scussi. Il modello democratico-permissivo, ad esempio, è positivo se tra i genitori e i figli c’è la consapevolezza dei ruoli. In tal caso ci sono i presupposti per una posi-tiva e armonica crescita umana. In assenza di consape-volezza, si assiste ad un confuso scambio di ruoli, che impedisce alla famiglia una crescita armonica. Ciò vale anche per la cosiddetta “famiglia allargata”. Quello che va messo in discussione non è il fatto che il bambino possa avere più persone adulte di riferimento, ma che si assista a una confusione dei ruoli.Genitori che af-fermano di essere amici dei loro figli, solo perché con-dividono delle idee o perché vanno allo stadio insieme, mettendo in discussione persino i ruoli, non apportano beneficio alla crescita umana della famiglia, ma gene-rano ulteriore confusione. L’amicizia tra genitori e figli è già contenuta nel concetto “famiglia”, ma va costruita e conquistata giorno dopo giorno, nel rispetto recipro-co dei ruoli. La stessa cosa accade quando ci si riferisce al “modello sacrificante”. Genitori che investono tutto sui figli e si aspettano da questi la gratificazione in termini di riconoscenza, di traguardi, di posizioni rag-giunte nella scala sociale, si giustificano, ma non vanno imitati. Bisogna invece convenire sul fatto che il rap-porto genitori figli debba essere un rapporto impronta-to alla libertà. L’autonomia che spesso i figli reclama
no, come tutti i giovani, non c’entra nulla con la liber-tà, che significa rispetto, capacità critica, rapporto di crescita nella comunità familiare. Anche il “modello sacrificante” non ci porta molto lontano nella crescita della famiglia.
Sia i modelli presentati da Petrini-Desinan, sia quelli di Nardone costituiscono una base di partenza. C’è da dire, comunque, che tra le due ricerche corrono circa trent’anni, in cui la pedagogia, e soprattutto la psicolo-gia, hanno subito una repentina trasformazione, nel tentativo di affermarsi sempre più come discipline au-tonome. La necessità che i genitori debbano attivarsi per svolgere al meglio il loro ruolo e la loro opera edu-cativa è avvertita da più parti, tanto che la famiglia è ritenuta la maggiore responsabile del comportamento dei figli. Non a caso spesso, di fronte all’impotenza di-chiarata degli insegnanti, nel tentativo di educare i propri alunni, si va ad imputare alla famiglia la re-sponsabilità di certi comportamenti. È sempre vero?
- Dettagli
- Scritto da aldo
- Categoria: Scuola di teologia per laici
- Visite: 288
SCUOLA DI TEOLOGIA PER LAICI
A.A. 2020-2021
Esami di psicologia della religiosità: prof. Aldo Gervasio
LUNEDÌ 27 SETTEMBRE ORE 15:00
Gli studenti che sosterranno l’esame sono:
CALANDRA Maria ore 15.00
DELLI COLLI Deborah ore 15:30
NAPINI Simona ore 16:00
SPIRIDIGLIOZZI Roberta ore 16:30
VERRENGIA Marco ore 17:00
I riferimenti testuali sono quelli comunicati all’inizio delle lezioni.
Buon lavoro
prof. Aldo Gervasio
- Dettagli
- Scritto da aldo
- Categoria: Scuola di teologia per laici
- Visite: 348
Desiderio del Cielo
Vivo, ma in me non vivo, e tanto è il bene che dopo morte imploro che mi sento morir perché non moro
Più in me vivo e giubilo
vivo nel mio Signore.
Per sé mi volle; e struggomi
or per intenso ardore.
Gli detti il cuor, e in margine
scrissi con segni d’oro:
moro perché non moro.
L’alto d’amore incendio
di cui prigion son io,
dié libertà al mio spirito,
e mio prigion fé Iddio.
Ma nel pensarmi despota
di Quei che bramo e adoro,
Moro perché non moro.
Quanto è mai lunga all’esule
quest’affannosa vita!
che m’hanno ormai sfinita!
Mentre n’attendo l’esodo,
immenso è il mio martoro:
Moro perché non moro.
Oh, com’è triste vivere
lungi da te, mio Dio!
Se amar è dilettevole
lungo sperar è rio.
Troppo pesante è il carico,
troppo, Signor, m’accoro:
Moro perché non moro.
La speme sol m’allevia
d’avere un dì a morire,
che col morir eterea
vita verrò a fruire.
Morte che a vita susciti,
non ritardar, t’imploro!
Moro perché non moro.
Non mi tradir! Fortissimo –
vita, ricorda – è amore.
Puoi guadagnar col perderti.
Cedi! Per te è migliore.
Morte, orsù, dunque, affrettati,
scocca il tuo dardo d’oro!
Moro perché non moro.
Quella che in ciel tripudia,
quella è la vita vera;
ma poiché invan raggiungerla
senza morir si spera,
morte, crudel non essere,
dammi il Tesor che imploro!
Moro perché non moro.
Per Quei che m’è nell’anima
Che posso fare, o vita,
se non te stessa perdere
e andare in Lui smarrita?
Vo’ tal lucrosa perdita,
Vo’ il sommo Ben che adoro:
Moro perché non moro.
N.3
Tutta m’offersi e rinnovata fui: il diletto è per me e io per Lui.
Quando il dolce Cacciatore
tese l’arco alla frecciata,
fra le braccia dell’amore
caddi in pieno vulnerata.
Ma ripresi nuovo brio;
e un tal foco m’arse in petto
chè il Diletto è tutto mio
ed io tutta del Diletto.
Mi colpì d’una saetta
infocata dall’amore,
onde l’alma stretta stretta
si congiunse al mio Signore.
Or null’altro qui desìo;
per Lui solo è qui il mio affetto.
Chè il diletto è tutto mio
ed io tutta del Diletto.
- 9
Massime
Niente ti turba –Niente t’attristi,
tutto dilegua – Dio non si muta,
con la pazienza – tutto t’acquisti,
manchi di nulla – se hai Dio nel cuore:
Basta il suo amore.
- 8
Cercando Dio
In me cerca Te, in Te cerca me.
Con tanta grazia e diligenza Amore
in me ti seppe ritrattar, che al mondo
non mai s’avrà un così gentil pittore
che miglior opra possa in ciò compir.
Fosti dal nulla per amor creata,
bella, graziosa e nel mio cuor dipinta
se ti smarrissi, o mia colomba amata,
cercati in me che ti potrai scoprir.
Ti scoprirai dipinta sul mio petto
sì ben al vivo e con sì dolci tratti
che in contemplarti tu n’avrai diletto,
grata all’eccelsa possa dell’amor.
Che se poi non sapessi ove cercarmi,
non vagare per monti o per foreste:
se veramente tu vorrai trovarmi,
cercami in te, dentro il tuo stesso cuor.
Tu sei l’ostello ov’io dimoro e dove
il mio riposo e il mio piacer rinvengo.
Non affannarti nel cercarmi altrove:
chiamami e tosto io sarò da te.
In ogni tempo e in qualsivoglia loco,
pur io ti chiamo e di chiamar non lascio.
In me ti cerca, e –oh, mirabil gioco!-
Te pur con gioia troverai qui in me.
Sottocategorie
INCONTRI A TEMA
DIDASKALEION
(τῆς κατηχήσεως Διδασκαλεῖον)
INCONTRI A TEMA DEL MERCOLEDI
Cari amici, con gli incontri a tema del Mercoledì, cercheremo di fare un primo passo verso la spiritualità ignaziana, allo scopo di comprendere e apprendere la pratica della meditazione e della preghiera. Anche quest’anno, alla fine degli incontri, come concordato con il Direttore della Scuola di Teologia per Laici, don Nello Crescenzi, verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
Mercoledì 04 Maggio 2022
Primo incontro propedeutico: La pedagogia mistagogica di Ignazio di Loyola.
Note di mistagogia
Il termine mistagogia è composto dal nome mystes, che significa “mistero” , che a sua volta deriva dal verbo muo, che significa “chiudere le labbra”; e dal verbo ago, che significa “condurre”. Starebbe quindi a significare l’azione di introdurre o iniziare una person alla conoscenza di una verità nascosta. Artefice dell’iniziazione era anticamente il sacerdote, cioè il Mystagogo; mentre l’iniziato si chiamava Myste. Tanto per un riferimento storico, nella società greco-romana, il culto dei misteri si sviluppava e si svolgeva in molteplici aspetti e forme: l’orfismo,il culto di Mitra, il culto dionisiaco, i misteri eleusini di Demetra e Core. Queste sono forme di culto pagano, di natura soteriologica. La soteriologia è la dottrina della salvezza, la cui azione è quella di liberare l’uomo dal male, per portarlo alla salvezza. Anche il cristianesimo è una religione soteriologica, basata appunto sul mistero della salvezza. Un antico rituale mistico è rappresentato dalle abluzioni, cioè la purificazione prima di intraprendere una pratica di un rito esoterico.Certe pratiche religiose vengono denominate esoteriche, perché rivolte a pochi adepti. L’esoterismo è qualsiasi atteggiamento che vieta di rivelare a coloro che non appartengono al gruppo degli iniziati, le parti della dottrina praticata. Il patto, il segreto, l’indottrinamento, il ritualismo, costituivano la metodologia dell’iniziazione. Vari aspetti della mistagogia sono ovviamente presenti in quelle religioni, che si rifanno a una rivelazione soprannaturale. Nell’ebraismo la mistica si rifà a un disegno segreto di Dio, che vuole salvare l’uomo, ma presenta anche alcune verità salvifiche, cioè che portano alla salvezza. Quello che ci riguarda molto da vicino è il cristianesimo, con cui la mistica acquista una nuova importanza e dimensione. Gesù stesso è il Mistagogo per eccellenza dei suoi apostoli, come leggiamo in Mt 11,25-27. Il Mistero della salvezza è racchiuso nell’incarnazione, passione, morte e resurrezione di Cristo. Per ciò stesso è una religione soteriologica, improntata alla salvezza dell’uomo.Sotto questo aspetto, il cristianesimo si rifà alla Verità rivelata, che costituisce il pilastro portante della nostra fede.L’abluzione rappresenta la forma per eccellenza di purificazione morale. La ritroviamo in modo preponderante nel cristianesimo, a partire dal Battesimo di Gesù nelle acque del Giordano. Basti pensare al rituale battesimale, per comprendere la necessità di un rito, che è parte integrante della nostra vita. A una riflessione attenta, il cristianesimo poggia la sua essenza sulla Verità rivelata da Dio e sulla mistica, cioè il complesso delle iniziative e dei rituali, che si richiamano al Mistero della fede. Introdurre alla mistica, significa fare in modo che l’iniziato presdisponga la sua mente e il suo cuore ad accogliere la Parola, a farla propria, per esercitarsi ad essa e con essa, al fine di creare l’unione mistica con Dio.
Alcuni principi metodologici
la conoscenza dei fatti e delle fonti, la consapevolezza e la coscienza .
La vita (1491),l’assedio di Pamplona (1521), le letture, la confessione generale a Monserrat(1522), l’abbandono degli abiti e la vestizione della tunica del penitente. La notte in ginocchio davanti al Santissimo sacramento e all’immagine della Madonna “la Moreneta”.Era la notte del 24 Marzo del 1522: la veglia, in cui Ignazio decide di donarsi tutto al Signore e alla Vergine Santissima. L’itineraio di formazione, gli anni di Manresa, anni proficui per la sua formazione. “Dio lo trattava allora come un maestro di scuola tratta un bimbo: gli insegnava”. la visione del Cardoner: “Si sedette un momento, rivolto verso l’acqua che scorreva in basso, e, stado l seduto,, cominciarono ad aprirglisi gli occhi dell’intelletto. Non già che avesse una visione,ma capi e conbobbe molte cose della vita spirituale, della fede e delle lettere, con una tale luce, che tutte le cose gli parevano nuove. Egli non può spiegare i particolari che allora penetrò,benché fosssero molti;solo può dire che ricevette una gran luce nell’intelletto”. Giunge fino ad affermare: “tutte queste visioni allora lo confermarono e gli diedero una tale fermezza nella fede, che molte volte ha detto fra sé, che, se anche non ci fosse la scrittura a insegnarci queste verità di fede, sarebbe pronto a morire per esse per ciò che ha visto”. Proprio a Manresa vengono gettate le basi degli E.S., che tuttavia non sono scritti in una sola volta, ma a tappe successive. Dopo Manresa compie i primi studi ad Alcalà e Salamanca(1524-1527). Poi alla Sorbonne(1528 - 1535)). I voti a Monmartre (1534). Il progetto: piano a) andare a Gerusalemme e mettersi al servizio delle anime; piano b) andare a Roma e mettersi al servizio del Papa. Prevale questa seconda strada ( e non a caso!). Ordinato sacerdote a Venezia (1534). Visione della Storta. Il Padre Lainez è con Iganzio e riferisce: Ignazio vide il Padre celeste che diceva al suo Figliolo che portava la croce:” io voglio che tu lo prenda per tuo servo. E Gesù, rivolto a Ignazio, disse:”Io voglio che ci serva. E aggiunse “ A Roma io sarò con voi. Fondazione della Compagnia di Ges(1539). Approvazione (1540, Papa Paolo III). Approvaziione degli E.S. (1548). Le Costituzioni (1550). Morte di Ignazio ( 31 Luglio 1556). Beatificazione (1600, Papa Paolo V). Canonizzazione (1622,Gragorio XV).
La Compagnia di Gesù venne soppressa da Papa Clemente XIV nel 1773 e ristabilita da Papa Pio VII il 7 Agosto del 1773. Motivo? Oggi potremmo dire che fossero degli influenzers, perché molto gettonati, nel senso che erano ricercati dalle coorti (Russia e Prussia), conflitto con i protestanti, perché strenui assertori del Vangelo e delle Verità di Fede; non pagavano le decime ed era un ordine che cresceva a dismisura. Tutti fattori che deponevano in mdod negativo da parte dei loro detrattori, principi e regnanti compresi).
Uno sguardo sommario al piano degli E.S.
Gli E.S. coprono quattro settimane, corripondenti alle quattro parti in cui si dividono: a) considerazione e contemplazione dei peccati; b) vita di nostro Signore, fino al giorno delle Palme incluso; c) Passione di nostro Signore; d) Risurrezione e Ascensione, con i tre modi di pregare.
La cosapevolezza di quanto abbiamo fin quiu detto e letto, ci deve condurre a un approfondimento o perlomeno ad obbedire al senso di curiosità, nel significato positivo di ricerca. Solo quando avremo acquisito la consapevolezza piena, potremo anche avere coscienza degli E.S. e saremo in grado di essere perfettamemnte liberi per intraprendere un percorso spirituale, che non vale solo per noi stessi, ma anche per quelli che vivono intorno a noi. Auspichiamo che molti intraprendano questo cammino, che sarà, se ben fatto, ricco di consolazioni.
Aldo Gervasio