Santa Teresa di Gesù ( Avila , Spagna , 28 Marzo 1515 - Alba de Tormes 1582).
Ricorrenza 15 Ottobre
I genitori nobili,Alfonso Sanchez de Cepeda e donna Beatrice de Ahumada, le assicurano una formazione spirituale eccellente, come era costume tra la nobiltà. Tutte quelle cure che avrebbero fatto germogliare in le il fiore della santità. A dodici anni rimane orfana della madre. Ben presto,seguendo una sua cugina frivola e mondana, decade dal suo fervore, “lasciandosi trascinare dalle galanterie e dalle conversazioni del mondo. Mai che in quel tempo di traviamento – com’ella lo chiama - commettesse un sol peccato mortale: lo confermarono con giuramento i suoi confessori, che udirono a più riprese le sue confessioni generali”. Don Alfonso, temendo il peggio per la condotta della figlia, decide di affidarla alle agostiniane di Avila. È qui che vine fuori il germe della sua vocazione. “A ventun anni la gaia fanciulla dei Cepeda è ravvolta nel saio monacale delle Carmelitane dell’Incarnazione di Avila”, il 2 Novembre del 1536. L’anno successivo, il 3 Novembre 1537, si consacra per sempre al servizio di Dio e di Nostra signora del Monte Carmelo. Una strana malattia la tiene lontana dal convento, ma quando vi rientra, il demonio comincia a tormentarla con i suoi pensieri mondani. “ Ricominciarono; attraverso la grata le conversazioni frivole e mondane della sua adolescenza”. Nell’autobiografia racconta “ di passatempo in passatempo, di vanità in vanità,di occasione in occasione, cominciai a mettere di nuovo in pericolo la mia povera anima, sino avergognarmi di continuare con Dio quella particolare amicizia che deriva dall’orazione “(autobiografia,cap 7 n. 1). IL Signore però veglia su di lei, che comincia a capire il tempo che spreca per le cose mondane, mentre c’è un mondo da salvare. Ed eccola, Teresa, impegnata nella fondazione di monasteri, motivata anche dalle notizie che le pervenivano dalla Francia, sconvolta dalle eresie. “ Mi pareva che , pur di salvare un’anima sola delle molte che si perdevano, avrei sacrificato mille volte la vita. Ma ero donna....” (Cammino di perfezione, cap. 1). Da un lato le eresie proveninenti dalla riforma luterana e dall’altra il dissenso che le proveniva dal gruppo dei Calzati (la prima regola dei Carmelitani), costringono Teresa a restare quasi prigioniera nel convento di Avila. Anche da quel luogo prega, esorta,incoraggia, perché tutto si svolga nell’obbedienza al Signore e alla sua maggior gloria. La sua forza d volontà, le sue conoscenze, la sua capacità di superare ogni ostacolo, introducendo anche l’ordine monastico maschile dei Carmelitani scalzi, con San Giovanni della Croce, mettono in crisi le istituzioni, tanto che un alto prelato, Nunzio Apostolico, la definisce “femmina inquieta e vagabonda”. Ella non si fa scalfire da queste ingiurie, perché ha Dio con sé, chè “come l’acqua che cade dal cielo in un fiume; come un ruscello che entra nel mare, come la luce che penetra in una stanza per due finestre e dentro si fa un tutt’uno inseparabile.(Castello Interiore, Mansioni VII, cap. 2).
MAESTRA DI MEDITAZIONE E CONTEMPLAZIONE (teologia mistica)
Il Castello Interiore ( le mansioni). Il cammino di perfezione: spogliarsi da ogni attacco al peccato ; incipienti e proficienti.
Prima donna annoverata tra i Dottori della Chiesa da Paolo VI nel 1970. Teologa mistica tra i più fecondi, che ci ha lasciato scritti di rara bellezza e spiritualità, da cui traspare sempre l’incontro d’amore con Cristo. Teresa indica il 1544 come l’anno della sua “conversione”, l’inizio di una vita nuova nell’amore quotidiano con Cristo. Periodo di unione e di esperienze mistiche, che trovano il suo apice nella grazia della “transverberazione”, che “l’avvolge in una fornace d’amore”.
La transverberazione (dal latino trans verberatio: da transverberare, cioè trafiggere, trapassare da parte a parte), è l'esperienza mistica attribuita ad alcuni santi che verrebbero feriti dall'intervento sovrannaturale di Dio o di creature angeliche. Nel 1562, ispirata dal Signore, fonda un nuovo Carmelo, dove raccogliere poche anime disponibili a riunirsi attorno allo sposo Gesù Cristo. Risponde alla chiamata di Dio, per rifondare, attraverso il Carmelo, non senza travagli, una Chiesa lacerata dalle lotte di religione. Teresa, attraverso la fondazione dei due rami del Carmelo, quello femminile e quello maschile, vuole riportare la Chiesa alla sua vera spiritualità, una Chiesa voluta da Dio, che ha in Cristo suo sposo, l’unica e vera risorsa provvidenziale per l’uomo. Nel 1572 riceve la grazia del “matrimonio spirituale”, vivendo in abituale comunione con Dio e con il mistero della Trinità. Alla sua morte esprime in una sintesi perfetta tutto il cammino di una vita di preghiera: “finalmente, o sposo mio, è ora che ci vediamo. Sono figlia della Chiesa”. I suoi numerosi scritti trasportano il lettore in una dimensione mistica e nell’incontro con Gesù.
Gli scritti: a) la vita; b) il cammino di perfezione; c) il Castello interiore o mansioni; d) le fondazioni; e) relazioni spirituali; f) le esclamazioni; g) gli avvisi; h) le Costituzioni; i) il modo di visitare i monasteri; l) le poesie; m) epistolario ( 457 lettere).
Riportiamo un brano semplice, ma significativo della sua vita e del suo misticismo.
Felicità di chi ama
Libero e lieto è il cuore innamorato,
che tutto e solo si concentra in Dio.
Per Lui rinuncia ad ogni ben creato,
per Lui si lascia in disdegnoso oblio.
Il suo pensiero è tutto in Lui sacrato,
ed Ei l’appaga in ogni suo desio.
Così, fra mezzo a questo mar sconvolto,
passa sereno nella pace avvolto.
Da posie, 5
Quadro di F.A. Sotomayor (Madrid)