VENERDI 20 OTTOBRE 2017
LITURGIA DELLA PAROLA: Rm 4,1-8; Sal 31(32) vv.1-2.5.11, lc 12,1-7
LA FEDE DI ABRAMO
San Paolo ritorna ancora sulla fede e sul suo potere salvifico. La fede è la nostra "CARTA DI CREDITO", perché contiene in sé le credenziali per accedere al grande tesoro, che è la salvezza in Dio. Abramo infatti credette oltre ogni misura e Dio glielo accreditò come giustizia, cioè fu giustificato per la sua fede. Mettiamoci dunque nella condizione di Abramo e domandiamoci: con quale metro io misuro la mia fede?Fino a qual punto io credo? Gesù nel Vangelo ci avverte di stare lontano dal lievito dei farisei, cioè dall'ipocrisia, che non ci permette di vedere le cose in modo chiaro, ma tutto è offuscato da quella patina di indifferenza e di menzogna, che appesantisce il nostro cuore e lo tiene prigioniero della carne. Dio non dimentica nessuno, ma si prende cura di tutti. Molto spesso però l'uomo dimentica di essere una creatura continuamente amata da Dio.
O signore, che sei ricco di perdono e di misericordia, liberami dall'ipocrisia e dalla menzogna e da tutto ciò che possa offuscare la mia conoscenza di Te. Fa' che io ti cerchi sempre e in ogni istante della mia vita, per renderti grazie per il tuo amore sconfinato e per il donod ella tua Grazia. Amen.
GIOVEDI 19 OTTOBRE 2017
LITURGIA DELLA PAROLA: Rm 3,21-30; Sal 129(130) vv.1-6; Lc 11,47-54
LA CHIAVE DELLA CONOSCENZA
Con un ragionamento che parte dalla profonda fede, San Paolo ci fa comprendere che la giustificazione ci viene data per mezzo della fede e non viene elargita per i meriti delle nostre opere. Queste, cioè le opere, assumono un forte significato e valore proprio in virtù della fede. Ciò significa che non siamo salvati per le nostre opere, ma per mezzo della fede, che a quelle opere dà forza e vigore per completare l'opera della redenzione. Nel Vangelo Gesù si rivolge ai dottori della legge e rimprovera quelli che, pur avendo autorità e il compito di istruire nelle cose di Dio, non compiono azione alcuna per far conoscere il Regno di Dio. È una grave responsabilità, di cui i dottori della legge, chiusi nella loro ideologia, dovranno rendere conto. Cari amici, non siamo come quei dottori della legge, che non fanno quello che devono fare. Noi dobbiamo avere un unico obiettivo: fare la conoscenza di Cristo e vivere quotidianamente la sua Parola.
O Signore, che hai tenuto nascosto i tesori ai gandi e li hai rivelati ai piccoli,concedi anche a me di conoscere le cose dello Spirito. Tu sei l'unica chiave che apre la porta della scienza e della vita eterna. Fammi dono di questa chiave, perchè io possa aprire le porte della tua Scienza e del tuo Amore. Amen.
MERCOLEDI 18 OTTOBRE 2017
LITURGIA DELLA PAROLA: 2Tm 4,10-17; Sal 144(145) vv.10-13.17-18; Lc 10,1-9
LA MESSE E GLI OPERAI
Durante il processo, Paolo rimane solo. Luca soltanto lo assiste. La solitudine di Paolo è corroborata dalla prersenza di Cristo, per il quale egli dà la vita con il martirio. Colui che ha fede non rimane mai solo, perché sempre il Signore lo assiste e lo protegge. Il Vangelo ci introduce nella missionarietà degli apostoli, che vengono inviati per annunciare la buona Novella. È necessario che ci liberiamo di tutti i nostri orpelli, cioè di tutto ciò che contrasta con il Vangelo, per aderire pienamente alla vocazione. Nel nostro cammino di fede, non si possono servire due padroni. Ove ciò dovesse accadere, sarà necessario operare una scelta radicale, per diventare operaio della vigna del Signore e missionari della sua Parola.
O Signore, donami la purezze del cuore, perchè io possa stare sempre al tuo fianco. Amen.
MARTEDI 17 OTTOBRE 2017
LITURGIA DELLA PAROLA: Rm 1,16-25; Sal 18(19); Lc 11,37-41
L'ESTERNO E L'INTERNO
Nel Vangelo Gesù mette in risalto, come fa spesso, l'esteriorità dei farisei, dediti ad apparire e ad abbellire l'esterno piuttosto che curare la propria anima. È la morale farisaica, in cui spesso cadiamo anche noi, quando vogliamo apparire piuttosto che essere. Ciò richiede da parte nostra un esame di coscienza , per capire se siamo coerenti con la fede e con il Vangelo di Gesù. San Paolo ci richiama alla vera fede, quella che non si ammanta di esteriorità. L'uomo che conosce Dio, ma lo rifiuta, tende a chiudersi nei suoi vani ragionamenti, ma non guarda all'essenziale, che è possibile conoscere solo con il cuore. Solo chi mette in movimento il proprio cuore può conoscere veramente Dio.
Signore Gesù, aiutami a mettere in movimento il mio cuore, per creare con Te una profusione d'amore. Fa' che io non mi perda nelle cose vane e perverse; fa' che la mia adorazione sia rivolta solo a Te, che sei il creatore, il Dio vivente, buono e giusto. amen.