LUNEDI 16 OTTOBRE 2017
LITURGIA DELLA PAROLA. RM 1,1-7; Sal 97(98) VV.1-4;Lc 11,29-32
IL NOSTRO CANTO NUOVO
contro la generazione malvagia, che cerca un segno,Gesù si scaglia per affermare un principio: coloro che non accolgono la Parola saranno condannati da quegli stessi, che si sono convertiti e hanno accolto la Parola di Dio. Il cristiano è apostolo per vocazione, come annuncia Paolo ai Romani. Di fronte a questa certezza non ci si può tirare indietro e far finta di nulla. Se siamo apostoli per vocazione, abbiamo il dovere di coltivare questa vocazione. In che modo? Con l'unico strumento efficace possibile: la preghiera. È questo anche il senso del Salmo, che invita a cantare un canto nuovo e ad allargare i confini del nostro io, del nostro egoismo. È il canto nuovo della nostra conversione, giacché senza di essa non è possibile alcun cambiamento. Avviciniamoci, dunque, alla Parola di Dio con fiducia e speranza, perché al Signore basta il nostro desiderio di redenzione, per ricolmarci dei suoi beni e farci gustare tutte le meraviglie del suo amore.
O Signore, io non ti chiedo il segno dei farisei, perché non cerco scuse per stare lontano da te. Fa' che la mia conversione sia piena e totale, perché possa io godere dei frutti e delle meraviglie del tuo amore. Amen.