20 Gennaio 2023, anno A
Liturgia della Parola: Eb 9,2-3.11-14; Sal 46(47) vv.2-3.6-7.8-9; Mc 3,20-21.
Apri,Signore, il nostro cuore”.
1.”È fuori di sé”. La normalità di Gesù diventa anormalità per i suoi. Il problema è proprio qui: non solo gli scribi e i farisei giudicano Gesù posseduto dal Belzebul, ma persino i suoi lo ritengono “fuori di sé”. Allora, cari amici, dovremmo (come si dice) lavare un po’ i panni in casa nostra, se anche tra noi si annidano persone, che giudicano Gesù come un alienato. Sono queste quelle “opera di morte,”dalle quali Gesù, con la sua follia, è venuto a purificare la nostra coscienza. 2) Teoricamente ci amiamo, sapendo che praticare l’amore è impossibile. Noi molto, ma molto approssimativamente ci amiamo, perché l’amore è un donare senza ritorno, è amare perduta-mente, cioè alla follia. L’ultima follia di Gesù è quella della Croce. O Croce follemente amante, che perdoni persino i tuoi uccisori! Mistero della Croce, mistero della fede. Ecco, amici, vi presento la follia di Gesù: amare, amare e solo amare. Come ho scritto ieri, noi abbiamo inflazionato la parola “amore”, attribuendole un significato vario e molteplice e il più delle volte molto personale. Andiamo alla radice e scopriamo l’amore, cosa che richiede un impegno costante e non di superficie. Madre mia, fiducia mia.