GIACOBBE (parte prima)

 

Altro grande personaggio che incontriamo nella Bibbia è Giacobbe. Prima di raccontare la sua storia, è bene sapere alcune cose:a) il diritto di primogenitura. Che cosa era? Era una legge che stabiliva che la benedizione paterna e l’eredità andasse tutta al primo figlio maschio; b) la legge di quel tempo permetteva che il maschio avesse più mogli; c) presso gli antichi il giuramento era sacro e non poteva essere sciolto; d) in una famiglia dove c’erano più figlie, la maggiore doveva sposarsi per prima. Adesso passiamo alla storia di Giacobbe. Isacco e Rebecca ebbero due figli gemelli. Leggiamo il testo( Gen 25,24-28): “Quando poi si compì per lei (per Rebecca) il tempo di partorire, ecco due gemelli erano nel suo grembo.Uscì il primo, rossiccio e tutto come un mantello di pelo, e fu chiamato Esaù. Subito dopo uscì il fratello  e teneva in mano il calcagno di Esaù; fu chiamato Giacobbe.    I fanciulli crebbero ed Esaù divenne abile nella caccia, un uomo della steppa, mentre Giacobbe era un uomo tranquillo, che dimorava sotto le tende. Isacco prediligeva Esaù, perché la cacciagione era di suo gusto, mentre Rebecca prediligeva Giacobbe”.  Quando Isacco stava per morire ed era ormai cieco, chiamò al suo capezzale il figlio Esaù e gli disse:”figlio mio, io sto per morire. Prendi per me della selvaggina, preparami un piatto di mio gusto e portami da mangiare, perché io ti benedica prima di morire”. Rebecca ascoltava di nascosto e mentre Esaù era a caccia, riferì tutto al figlio Giacobbe e gli consigliò di cucinare un piatto gradito al padre e di portarglielo al posto di Esaù, così avrebbe avuto lui la benedizione e l’eredità. Così fece. La madre lo coprì di pelle di capra, perchè Isacco lo scambiasse per il figlio Esaù, che era peloso. Giacobbe si avvicinò al padre, per portargli il piatto che aveva cucinato, e Isacco  lo benedisse, credendo di trovarsi di fronte il figlio Esaù. Quando il fratello Esaù, tornato dalla caccia, si rese conto dell’inganno, fu preso da grande sconforto. Pregò il padre che benedicesse anche lui, ma ciò non era possibile, perché la benedizione era solo per il primo figlio. Allora Rebecca, per salvare Giacobbe dall’ira di Esaù, fece fuggire il figlio presso  lo zio Làbano. Giacobbe dimorò per diverso tempo presso lo zio, il quale aveva due figlie: Lia, la più grande,  e Rachele, la figlia minore. Col passare del tempo Giacobbe s’innamorò di Rachele, ma prima avrebbe dovuto sposare Lia, perchè era la sorella maggiore. In cambio di questi due matrimoni, Giacobbe s’impegnò a stare al servizio di Làbano per quattordici anni. Trascorsero così circa vent’anni e Giacobbe, volendo formare una propria famiglia,  pregò il cugino Làbano di dargli i beni necessari, quale compenso per tutto il lavoro svolto durante tutti quegli anni al suo servizio. Fu così che Giacobbe si trasferì  con la famiglia, gli schiavi e gli animali in una zona lontana da quella del cugino Làbano. In questi anni la moglie Lia mise al mondo diversi figli, mentre Rachele non aveva figli, perché era sterile. A quel tempo era una cosa molto brutta per una donna non avere figli, perché veniva giudicata come una persona non benedetta da Dio. Rachele pregò tanto, per avere un figlio suo, fino a quando il Signore ascoltò la sua preghiera ed ella partorì un figlio, che chiamò Giuseppe.   

 

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