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MAI UN UOMO HA PARLATO COSI'
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SABATO 17 MARZO 2017
LITURGIA DELLA PAROLA: Ger 11,18-20; Sal 7; Gv 7,40-53
MAI UN UOMO HA PARLATO COSÌ
"Mai un uomo ha parlato così" sono le parole che le guardie hanno riportato ai farisei, che volevano uccidere Gesù. No dalla Galiela non può venire un profeta, figuriamoci se può venire questo che si fa chiamare il Cristo! Gesù si presenta ai Giudei, agli scribi e farisei con la dolcezza, ma anche con la determinazione e a volte l'ostinazione contro coloro che fanno della casa di Dio una spelonca di ladri, come ebbe a redarguire i venditori nel tempio. Badate che i farisei si comportano esattamente come spesso ci comportiamo noi, quando ci prendiamo la nostra autonomia e non vogliamo riconoscere che Gesù è l'unica salvezza. Dalla Galiela non viene nessun profeta! Quando non accettiamo, adduciamo pretesti per continuare a non accettare e per dare una giustificazione al fatto che non accettiamo. Cari amic, il tempo è proprio maturo! Sta per compiersi l'opera della redenzione. Preghiamo il Signore con tutto il nostro cuore ed esprimiamo il nostro rendimento di grazie, perchè ci ha fatto un così gran dono: la vita eterna!
O Signore Gesù, accoglimi nel tuo amatissimo Cuore e fa' che ogni pensiero e ogni mia azione siano l'espressione di Te. Amen. Madre mia, fiducia mia.
CONDANNIAMOLO A UNA MORTE INFAMANTE
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VENERDÌ 16 MARZO 2018
LITURGIA DELLA PAROLA: Sap 2, 1a.12-22; Sal 33, Gv 7,1-2.10.25-30
CONDANNIAMOLO A UNA MORTE INFAMANTE
Una ingiusta sentenza contro Gesù, quella dei farisei e degli scribi, proprio come annunciato dalle profezie. Di quante sentenze ingiuste si macchia l'uomo oggi!E di quante sentenze ingiuste ci macchiamo quotidianamente noi! Non dobbiamo essere cristiani di superficie, cari amici, ma di profondità. Non possiamo, come afferma San Paolo, incominciare con lo spirito e finire nella carne; come non possiamo patteggiare, per cercare aggiustamenti tra lo spirito e la carne. No, non possiamo! Il Signore ci impone di fare una scelta: o Cristo o il diavolo. Che cosa vogliamo fare?
Signore, perdonaci! Guarda questo popolo dalla dura cervice e muoviti a compassione, perché Tu sei buono e misericordioso e getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati. Salvaci, Gesù! Non permettere che il maligno prenda il posto dello spirito buono che tu ci hai dato fin dalla nascita. Aiutaci, Gesù! Vieni a consolare questo tuo popolo, che aspetta la sua redenzione. Amen.
E' UN POPOLO DALLA DURA CERVICE
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GIOVEDÌ 15 MARZO 2018
LITURGIA DELLA PAROLA:Es 32,7-14;Sal 105; Gv 5,31-47
È UN POPOLO DALLA DURA CERVICE
Solo un Dio veramente innamorato dell'uomo, da Lui creato a sua immagine e somiglianza, può desistere dal castigo. In molte occasioni Dio si lascia coinvolgere dall'uomo e desiste dal suo proposito. Dobbiamo rifiutare l'idea di un Dio vendicativo e pronto a punire, per crearci un'idea di un Dio buono e misericordioso. La giustizia divina non è mai vendetta, ma è semplicemente Amore. Mosè prega il Signore, perché desista dal suo proposito e il Signore lo ascolta; proprio come un padre buono e pieno di speranza per i suoi figli. La nostra buona volontà di accogliere la sua Parola rimane pur sempre la condizione necessaria e sufficiente. Gesù infatti è chiaro: Giovanni era la lampada, ma l'uomo l'ha accolta solo per un momento. Allo stesso modo i Giudei non accolgono Gesù. Domanda: e noi? Accogliamo Gesù? Pratichiamo la sua Parola? O la nostra vita è fatta solo di devozionismi esteriori, che hanno poco a che fare con lo Spirito? Riflettiamo su questo, cari amici, e rendiamo gloria al Signore e alla sua Parola.
O Gesù, che hai cercato chi ti consolasse, ma non l'hai trovato; chi ti seguisse, ma alla fine sei rimasto solo e anche oggi spesso l'uomo ti rifiuta, fa' che sempre forte sia la mia fede. Illumina il mio cammino con la tua fiaccola di Verità e con la Luce del tuo Volto, perchè nel mio piccolo io possa renderti testimonianza sempre e dovunque. Amen.
IL SIGNORE SOSTIENE QUELLI CHE VACILLANO
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MERCOLEDÌ 14 MARZO 2018
LITURGIA DELLA PAROLA. Is 49,8-15; Sal 144; Gv 5,17-30
IL SIGNORE SOSTIENE QUELLI CHE VACILLANO
Anche se una madre si dimenticasse del suo bambino, io non mi dimenticherò di te. È questo il senso della lettura di Isaia. Ciò sta a significare l'amore sconfinato di Dio per la sua creatura, per l'uomo, ed è pronto a perdonare tutti i suoi peccati, perché Egli è vicino a chiunque lo invoca con fede. Il Signore toglierà ogni ostacolo davanti a tutti quelli che lo adorano, trasformando i monti in strade. Non è solo una visione profetica e poetica, ma è una visione della realtà del rapporto tra l'uomo e Dio. Vogliamo coltivare questo rapporto d'amore? Vogliamo rompere ogni indugio e correre incontro al Signore? Non è forse questa la settimana in Laetare? Non dobbiamo forse rallegrarci, perché andiamo incontro al Signore con giubilo, come dice il profeta Isaia? Ma c'è una novità assoluta ed è il rapporto tra il Padre e il Figlio: nulla accade se non per volontà del Padre. L'obbedienza di Gesù al Padre si concretizza nel sacrificio e nella resurrezione. La nostra eredità è questa e dobbiamo tenercela stretta. Come? Amare Dio e amare il prossimo, perdonare, pregare e pregare sul serio, compiere tutto alla maggior gloria di Dio.
O Signore Gesù, che, sottomesso alla volontà del Padre, ci hai donato la vita vera, abbi pietà di questo tuo vermiciattolo, di questa tua larva, che ha la pretesa di esercitare la sua autonomia da Te. Perdona le mie colpe e quelle dei miei fratelli, perchè insieme possiamo rallegrarci e aspirare alla gioia della tua e nostra resurrezione. Amen.