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VENITE E VEDRETE
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GIOVEDI 04 GENNAIO 2018
LITURGIA DELLA PAROLA: 1 Gv 3,7-10; Sal97(98); Gv 1,35-42.
VENITE E VEDRETE
Venite e vedrete sono due verbi di azione, che esprimono esperienza. Gesù non è una bella storia o una teoria, ma è fondamentalmente un'esperienza, una presenza che si speriementa, perché si percepisce con tutti i sensi e si pratica con il cuore. I discepoli andarono, videro e annunciarono: abbiamo trovato il Messia! Avevano scoperto una presenza, capace di coinvolgerli interamente nel suo progetto di salvezza.Cari amici, non perdiamoci nella chiacchiera, non perdiamo tempo nei nostri interminabili e infruttuosi devozionismi, ma pratichiamo la casa di Gesù, entriamo nella sua dimora, cerchiamolo, perché Egli si lascia trovare da chi lo cerca.
O Signore Gesù, che hai invitato i tuoi discepoli a entrare nella tua dimora, fa' che anch'io, preso dall'ardore della tua Luce e del tuo Amore, sempre cerchi la tua dimora. Fa' che la mia vita non sia fondata sulla chicchiera, ma sulla concretezza delle opere, che si costruiscono mediante la tua Parola e i tuoi insegnamenti. Amen.
SIAMO REALMENTE FIGLI DI DIO
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MERCOLEDÌ 03 GENNAIO 2018
LITURGIA DELLA PAROLA: 1 Gv 2,29-3,6; Sal 97(98), gv1,29-34
SIAMO REALMENTE FIGLI DI DIO
Le letture ci suggeriscono almeno due considerazioni: 1) la certezza che siamo realmente figli di Dio, se operiamo, cioè pratichiamo, la giustizia. Il Signore Dio ci accredita come giustizia, come giusta attenzione, il fatto di non dubitare della sua presenza e di essere fedeli alla sua Parola, come Egli è fedele con noi. Gesù stesso ci presenta Dio come "papà", cioè come la persona in cui non c'è inganno, ma solo e soltanto amore.
2) La certezza che Gesù è il Figlio di Dio, il Salvatore del mondo, annunciato da Giovanni il Battista, e che continua la sua missione redentrice attraverso il sacrificio dell'altare e attraverso il suo Santo Spirito. Sono due certezze fondate non su teorie, ma sulla concretezza dell'amore di Dio e del suo Figlio, che, mediante lo Spirito Santo, opera continuamente dentro di noi. A noi il compito di far crescere questa presenza mediante la preghiera e la pratica della Parola.
O Signore, che ti sei manifestato una volte per tutte e hai vinto la morte con la tua risurrezione, fa' che anche noi, vivificati dal tuo Santo Spirito, possiamo risorgere continuamente e liberarci da tutte le affezioni che tengono prigioniera la nostra anima e impediscono al nostro cuore di dilatarsi in Te, con Te e per Te. Amen.
RIMANETE IN CRISTO
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MARTEDÌ 02 GENNAIO 2018
LITURGIA DELLA PAROLA: 1Gv 2,22-28; Sal 97; Gv 1,19-28
RIMANETE IN CRISTO
Il messaggio che ci viene dalle letture è chiaro: rimanete in Cristo. Che cosa significa? Innanzitutto riconoscere che Gesù è il Cristo, cioè il Salvatore inviato dal Padre, annunciato dal Battista sulle rive del Giordano e proclamato a tutti. Mettersi in atteggiamento umile di fronte a questo avvenimento, significa rendere testimonianza alla verità e accettare totalmente il mistero della nascita, della morte e della risurrezione di Gesù Cristo. Non possono coesitere menzogna e verità.Chi nega che Gesù è il Cristo, è nella menzogna. Negare Cristo significa non condividere il suo messaggio d'amore, il suo comandamento. Tutte le volte che non mettiamo in partica il suo comandamento, neghiamo implicitamente anche Cristo. La nostra fede non si costruisce su una teoria, ma ha bisogno di risposte concrete.
Signore Gesù, che non ci hai lasciati orfani, ma ci hai donato lo Spirito Santo Paraclito, concedi a noi di riconscere che Tu sei il Cristo tutte le volte che il mio sguardo s'incrocia con quello dell'altro. Fa' che la mia fede non sia intrisa di perbenismo o vuoto formalismo, ma sia piena e concreta, in pensieri, parole e d opere. Amen.
L'AMORE DI DIO E LA CONCUPISCENZA DEL MONDO
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SABATO 30 DICEMBRE 2017
LITURGIA DELLA PAROLA: 1 Gv 2,12-17; Sal 95(96); Lc 2,36-40
L'AMORE DI DIO E LA CONCUPISCENZA DEL MONDO
La lettera di San Giovanni ci pone di fronte a un bivio: se uno sceglie di assecondare la concupiscenza, l'amore di Dio non è in lui. Sono le due vie che ci presenta S.Ignazio di Loyola: quella di Cristo e quella del diavolo. Sotto quale di queste due bandiere vogliamo metterci? La stessa domanda ce la possiamo porre per quanto riguarda il Natale: come sto vivendo il Natale? Sotto quale condizione lo sto vivendo? Se solo rispondiamo a questi interrogativi, possiamo iniziare o continuare il percorso di autentica vita in Cristo.
Signore, che hai versato il tuo sangue per la mia salvezza, concedi a questo mio povero cuore, spesso irretito dalla concupiscenza, di liberarsi di tutte le sue affezioni, per seguire la tua Parola. Amen.
SoSoS