Io, Ninivita

O Signore, grande nella tua magnanimià,a Te solo si addice la lode, l’onore e ogni benedizione. Eccomi davanti a Te, alla tua Divina Maestà, giunto dai lidi perversi e da mari in tempesta, a cospargere di cenere il mio capo e a vestire il sacco del penitente. Quale dono, o Signore, hai fatto al tuo popolo attraverso il  profeta Giona! E quale grande dono fai a noi oggi, mentre ci arrovelliamo nei meandri del mondo con le nostre affezioni  e le nostre dipendenze tossiche! Grazie per questo tempo che ci concedi e che diventa sempre più favorevole per noi,per ritornare, umili e pentiti, alle tue Leggi e alla tua Parola. Anch’io, Ninivita, felice perché giustificato,  anch’io voglio innalzare il tuo Nome e gridare a tutti la tua magnificenza! Anch’io “a squarciagola” griderò la tua Potenza e la tua Misericordia, perché solo Tu, che scandagli il cuore dell’uomo, solo Tu sei l’unica Via, unica Verità e unica Vita. Io, il Ninivita da Te giustificato e perdonato, sono qui, al tuo cospetto, al tuo servizio,ora e sempre, o Divina Maestà. Amen. Madre mia, fiducia mia.

O santa famiglia di Nazaret

O Signore, che fin dalla creazione  hai stabilito il vincolo indissolubile della coppia, destinata a portare a compimneto l’opera delle tue mani, mediante l’unione perfetta, ascolta la nostra preghiera, il nostro grido, che giunge fino a Te. Tu hai creato il vincolo d’amore e hai stabilito che non fosse oltraggiato dalla nostra pigrizia e dall’indifferenza e non fosse messa in discussione dal nostro egoismo. Vedi, Signore, la folta  schiera  di coppie, che gioca con il sacro tuo vincolo. Vedi con quanta superficialità si affronta la ricchezza del matrimonio, fino a ridurlo spesso in povertà! Come sono distanti le nostre famiglie dal modello di Nazaret, che spesso invochiamo, ma ancora più spesso dimentichiamo! Per questo noi oggi, nel giorno dedicto alla famiglia, vogliamo renderti grazie per tutto quello che ci hai donato. Ti lodiamo, ti adoriamo e ti benediciamo, per averci ammesso alla tua mensa sponsale. Eccoci allora alla tua presenza,per chiederti con insistenza:vieni in aiuto delle nosre famiglie, di tutte le famiglie,dove spesso si va spegnendo la fiamma da Te alimentata e dove spesso si consumano drammi e violenze di ogni genere. Solleva in alto, fino a Te, queste nostre famiglie, porta in esse il pane del perdono e del rispetto scambievole, la condivisione, l’armonia  e rendile perfette nel tuo amore. Fa’ che ogni famiglia sia una tua piccola Chiesa domestica,  che sempre nasce per la tua grande bontà e misericordia. Libera, o Signore, la mente umana da tutto ciò che è vano, estraneo e perverso, per poter attendere con fiducia al Ministero, al quale è stato chiamato, e imitare la Santa Famiglia di Nazaret.

Madre mia, fiducia mia

 

 

                 A SAN BENEDETTO

O fulgido esempio di santità, patrono e maestro d’Europa,che hai sollevato il mondo dalle sue fondamenta e hai gettato in esso il seme di Dio, attraverso la Regola da te impressa e tramandata ai posteri, vigila su questa città di Cassino, che ti accolse sul Monte, dove innalzasti il Santuario di Dio. O nostro Patriarca, che sul Monte hai raccolto l’eredità dei profeti e hai trasformato la casa pagana  nel Tempio santo di Dio, trasforma, per tua intercessione, i nostri cuori pagani e idolatri e insegnaci a vivere il Vangelo di Cristo, che hai impresso nella tua Regola. Umiltà e obbedienza, preghiera e lavoro, siano baluardo e strumenti, per vivere e crescere in santità, nell’attesa che si compia la nostra corsa, dopo aver combattuto la buona battaglia per la fede e contro il male nel mondo. Tu che hai un posto privilegiato nella storia dell’umanità, intercedi per noi, spesso traviati dalle lusinghe del mondo e della carne, perché il Signore conceda a noi, alle nostre famiglie, ai nostri giovani, di vivere una vita all’insegna della pace e della solidarietà. A te affidiamo i nostri ammalati e gli anziani, perché non perdano la fiducia di fronte alla loro precarietà. O san Benedetto, accoglici sotto la tua protezione e, come hai evangelizzato l’Europa, guida anche noi nella ricerca della Verità e della Luce. Per Cristo nostro Signore. Amen. Madre mia, fiducia mia.

                                        Aldo Gervasio

 27 Luglio 2022

LA MIA DIFESA

Sei Tu, Signore, la mia difesa. Quando sono sveglio o quando mi addormento,sempre Tu sei per me la mia difesa. Eppure quante volte mi assale lo scoraggiamento di fronte ai miei nemici! Quante volte il mio cuore cede alle lusinghe del demonio, che fanno leva sempre sul mio scoraggiamento?  Eccomi, sono in ascolto della tua Parola, o mio Sigore, e sono certo che Tu sei verace. Io sono qui e leggo il tuo comando, divoro la tua Parola in compagnia del tuo servo Geremia. Fa’ che la mia vanagloria e la superbia non mi portino a considerare me stesso come maestro e gli altri come eterni alunni. Al contrario,fa’ che io viva intensamente la tua Parola , perché porti frutti per la mia salvezza e perché possa annunciarla agli altri. Sono certo, Signore, della mia fede, sia pure di piccola entità, ma Tu accresci questa mia fede, perché la mia vita al tuo servizio sia piana e  totale. Fa’ che le mie dipendenze tossiche  non soffochino il  mio cuore , ma siano per sempre eliminate  per tua grazia e misericordia. Amen. Madre mia, fiducia mia.

PREGHIERA A SAN GIUSEPPE

A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, insieme con quello della tua santissima Sposa.Deh! Per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno, la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto soccorri ai nostri bisogni.Proteggi, o provvido Custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo; allontana da noi, o Padre amantissimo, la peste di errori e di vizi che ammorba il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta contro il potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso possiamo virtuosamente vivere, piamente morire, e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. Amen.

 Questa preghiera fu apposta da Leone XIII  in calce all’enciclica Quamquam pluries del 15 agosto 1889. La devozione a san Giuseppe, già dichiarato patrono della Chiesa universale dal beato Pio IX l’8 dicembre 1870, fu particolarmente sostenuta da Leone XIII che, eletto papa il 20 febbraio 1878, mise fin dall’inizio il suo pontificato «sotto la potentissima protezione di san Giuseppe, celeste patrono della Chiesa» (allocuzione ai cardinali del 28 marzo 1878).