Sabato 30 Settembre 2017
Zc 2,5-9.14-15; Sal da Ger 31,10-12.13; Lc 9,43-45
Il Pastore e il suo gregge
Il tema della ricostruzione del Tempio è ancora al centro della liturgia della Parola. È ancora il linguaggio metaforico, che indica la strada della ricostruzione. Come Gerusalemme verrà ricostruita compatta, con il suo Tempio al centro della città santa,dove affluiranno tutti i popoli della terra, così la ri-costruzione dell'uomo è al centro del piano di salvezza voluto dall'amore sconfinato di Dio. È necessario però dustruggere ciò che di malvagio e perverso c'è in noi, per risalire la china e riprendere il cammino di perfezione e di redenzione.Nel Vangelo Gesù esprime chiaramente questa necessità di morire, per risorgere a nuova vita, ma i discepoli non vogliono porre domande su questo argomento. In effetti il senso è duro,ma necessario, se vogliamo entrare nella vita eterna. Raccogliamo questa eredità così preziosa e e facciamone tesoro. Gesù, il buon Pastore, sa che solo vincendo la morte con la risurrezione può radunare il suo popolo e dare a ciascuno la possibilità di redimersi e di salvarsi. È la libera necessità, la gratuità, il dono che Dio concede a noi attraverso il suo Figlio. Noi che abbiamo ricevuto questa eredità così preziosa, mettiamola a frutto, dando una mano al Signore e aiutarlo nella sua missione salvifica, perché l'effetto del nostro impegno non è rivolto solo verso gli altri, ma automaticamente si ripercuote su noi stessi.
O signore, aiutami a costruire me stesso in sintonia con la ricostruzione del tuo Tempio santo. Donami la sapienza del cuore, perché io possa cogliere l'autentico significato dell'appartenenza a Te e incamminarmi seriamente verso la perfezione. Amen.