MERCOLEDI 11 OTTOBRE 2017

LETTURE: Gn 4,1-11; Sal 85(86) vv.3-6.9.10; Lc 11,1-4.

 

MISERICORDIA

L'atteggiamento del profeta Giona è molto strano e anche stizzoso. Egli non vuole comprendere l'atto di misericordia di Dio, non riesce a entrare nell'economia del disegno di Dio, il quale elargisce a chi vuole il suo perdono e la sua misericordia. Anche dal cuore dell'uomo si leva spesso il grido contro la misericordia usata da Dio, pronti a ribellarci, come Giona, alla sua volontà, quasi come se avessimo l'esclusiva su tutti e su tutto. Ci troviamo di fronte al'insondabile "mistero d'iniquità",che si può comprendere solo con il cuore e guardando le cose dall'ottica divina. Il vangelo ci mette di fronte alla grande realtà della preghiera, che è tanto più vera ed efficace,quanto più è indirizzata a Dio, Padre della msericordia. Non a caso la preghiera che Gesù insegna agli apostoli e a noi inizia con "Padre nostro", proprio perché è il Padre della misericordia, quel Padre che perdona i Niniviti e perdona noi per la nostra ribellione. L'esempio eclatante  ci viene dalla parabola del padre misericordioso ( comunemente detta del "del figliol prodigo"). È infatti la misericordia del padre che salva e fa grande il figlio ribelle, il quale si rende degno della misericordia di Dio, riconoscendo le proprie colpe.

Signore Gesù, aiutaci a comprendere che solo la tua misericordia può garantire la nostra  salvezza  e quella del momdo intero. Amen.

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