02 Marzo 2023, anno A
Liturgia della Parola: Est 4, 17 ka.ke.l.s; Sal 137(138) VV.1-3.7-8; Mt 7,7-12.
“Vieni in aiuto a me, o Signore”.
1.La parola d’ordine è: “preghiera”. La bella preghiera di Ester, non è dettata solo da una esigenza umana, ma alla base c’è una necessità divina: quella di affidarsi completamente a Dio, suo unico porto sicuro. La preghiera non è soltanto una richiesta, sebbene il Signore gradisca che noi chiediamo e nel chiedere, riconosciamo in Lui l’unico artefice della nostra via e della nostra salvezza. Proviamo a chiudere gli occhi e immaginiamo di stare in silenzio davanti alla Divina Maestà. Gli sguardi s’incrociano, mentre diventiamo semplici e mansueti. Questa è una bella preghiera di lode e di riconoscenza al Signore, che non vuole parole,parole,parole, ma vuole un cuore puro in azione. Perciò, cari amici, non trascuriamo mai la preghiera, in qualunque modo preghiamo, ma preghiamo, facciamo sentire la nostra vicinanza a Gesù. Più preghiamo e più siamo vicini a Lui e alla sua tenera Madre. La preghiera è l’abito del cristiano: più lo indossi e più trovi qualcosa da perfezionare. L’unica preghiera perfetta è quella che ci ha insegnato Gesù. S.Ignazio di Loyola impiegava un’ora per recitare il Padre nostro. Non pretendiamo tanto. Basta che ci soffermiamo un po’ su ogni punto della preghiera. Allora non mi resta che dire: buona preghiera a tutti.