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LA FEDE E IL LIEVITO DEI FARISEI
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MARTEDÌ 13 FEBBRAIO 2018
LITURGIA DELLA PAROLA: Gc 1,12-18; Sal 93(94);Mc 8,14-21
LA FEDE E IL LIEVITO DEI FARISEI
Il Vangelo ci mette in guardia dalle insidie dei Farisei e dal seguire false dottrine, quelle dottrine che cercano di sovvertire la nostra fede. La nostra fragilità tutta umana ci porta a preoccuparci di cose materiali anche in significanti, ma ci porta spesso a trascurare la via del bene, che è Cristo. Non ci rendiamo conto che l'essenziale non è dato da ciò che viviamo e che è temporale, ma da Colui che ha scacciato la tentazione e ha vinto il peccato, producendo la vita, Gesù Cristo Signore. Anche noi, cari amici, non ci facciamo travolgere dalla pigrizia, che ci porta a rifugiarci nelle passioni e ci conduce al peccato; ma siamo sobri, attenti, perché la tentazione sta dietro l'angolo e stimola le nostre passioni, che sono dentro di noi. Rendiamoci conto che ogni adesione al peccato è una carenza di fede e di amore, come ci ammonisce san Giacomo. Per questo il salmo recita "beato l'uomo a cui insegni la tua legge, o Signore". Facciamoci allora infettare dalla legge del Signore, che è l'amore. Osservare la Parola di Dio è il frutto della fede, della speranza e della carità. Per questo il lievito dei farisei cerca di distruggere quanto noi faticosamente cerchiamo di costruire, ma se costruiamo sulla pietra angolare, che è Cristo, non dobbiamo temere nulla.
O Signore, che hai insegnato ai tuoi discepoli ad avere fede e hai aperto i loro occhi, perché guardassero oltre la linea del loro orizzonte, concedi anche a me di praticare la tua Parola e di vedere oltre, per attingere alla fonte prima la vera Luce. Tu che permetti che io sia provato nella tentazione, non mi abbandonare mai, ma liberami da ogni occasione di peccare e custodiscimi nel tuo Cuore. Amen.
LA PERFETTA LETIZIA
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LUNEDÌ 12 FEBBRAIO 2018
LITURGIA DELLA PAROLA:Gc 1,1-11; Sal118(119); Mc8,11-13
LA PERFETTA LETIZIA
"In una fredda e ventosa giornata d’inverno, San Francesco d’Assisi e frate Leone erano sulla strada che da Perugia portava a Santa Maria degli Angeli. Frate Leone chiese a Francesco:“Padre, te lo chiedo nel nome di Dio, dimmi dove si può trovare la perfetta letizia”.E san Francesco gli rispose così:“Quando saremo arrivati a Santa Maria degli Angeli e saremo bagnati per la pioggia, infreddoliti per la neve, sporchi per il fango e affamati per il lungo viaggio busseremo alla porta del convento. E il frate portinaio chiederà:Chi siete voi?E noi risponderemo:Siamo due dei vostri frati.E Lui non riconoscendoci, dirà che siamo due impostori, gente che ruba l’elemosina ai poveri, non ci aprirà lasciandoci fuori al freddo della neve, alla pioggia e alla fame mentre si fa notte.Allora se noi a tanta ingiustizia e crudeltà sopporteremo con pazienza ed umiltà senza parlar male del nostro confratello (…) scrivi che questa è perfetta letizia.E se noi costretti dalla fame, dal freddo e dalla notte, continuassimo a bussare piangendo e pregando per l’amore del nostro Dio il frate portinaio perché ci faccia entrare, e lui ci dirà:Vagabondi insolenti, la pagherete cara.E uscendo con un grosso e nodoso bastone ci piglierebbe dal cappuccio e dopo averci fatto rotolare in mezzo alla neve, ci bastonerebbe facendoci sentire uno ad uno i singoli nodi.Se noi subiremo con pazienza ed allegria pensando alle pene del Cristo benedetto e che solo per suo amore bisogna sopportare, caro frate Leone, annota che sta in questo la perfetta letizia. Ascolta infine la conclusione, frate Leone: fra tutte le grazie dello Spirito Santo e doni che Dio concede ai suoi fedeli, c’è quella di superarsi proprio per l’amore di Dio per subire ingiustizie, disagi e dolori". (Dai “Fioretti” di San Francesco).
Cari amici, è, questo, un celebre passo dai "Fioretti" di san Francesco, che richiama molto bene quanto ci comunica oggi la lettera di san Giacomo. Facciamone tesoro, anzi imprimiamo nei nostri cuori la perfetta letizia. Gesù nel Vangelo non risponde ai farisei, che vogliono provocarlo con la loro domanda infida, cioè priva di fede, ma solo per soddisfare la propria curiosità. La fede non richiede segni, ma solo amore. È opportuno ricordare quanto afferma s.Agostino: ama e fa' quello che vuoi". La pazienza, cioè la sofferenza, è la vera sostanza dell'amore.
O Signore, donami la sapienza e la pazienza, che mi accompagnino nel mio cammino. Te lo chiedo con fede. Amen.
IMITATORI DI CRISTO
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DOMENICA 11 FEBBRAIO 2018
LITURGIA DELLA PAROLA: Lv 13,1-2.45-46; Sal 31(32); 1Cor 10,31-11,1; Mc 1,40-45
IMITATORI DI CRISTO
È importante capire se siamo affetti da una lebbra del cuore, cioè capire se il nostro cuore è incline al bene o al male. Il più delle volte siamo consapevoli della nostra lebbra, ma non facciamo nulla per liberarcene: i nostri peccati, le affezioni del cuore, malvagità, perversioni, ingiustizia, invidia, gelosie...e tutte le altre manifestazioni negative della nostra anima. Cari amici, se non ci liberiamo da questa lebbra che pervade corpo e anima, siamo come quei cembali che fanno solo chiasso, ma non emettono alcuna melodia. Liberiamoci, purifichiamoci da queste piaghe maleodoranti,lasciamo che lo Spirito Santo di Dio ci purifichi e ci lavi da tutte le nostre iniquità. Gesù è grande nell'amore ed elargisce doni a chi vuole,senza chiedere nulla in cambio, solo la nostra volontà di cambiare. E noi? A che punto siamo con il nostro cambiamento? Azzeriamo tutto e affidiamoci alla misericordia infinita di Dio, con l'inizio di un nuovo cammino di purificazione, facendoci imitatori di Cristo.
O Signore Gesù, che hai guarito il lebbroso e lo hai riportato alla vita, guarisci anche me dalle mie maleodoranti ferite. Amen.
LA FEDE VIENE DALL'ASCOLTO
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SABATO 10 FEBBRAIO 2018
LITURGIA DELLA PAROLA: 1Re 12,26-32;13,33-34; Sal 105(106); Mc 8,1-10
LA FEDE VIENE DALL'ASCOLTO
il regno di Geroboamo può essere preso a modello di infedeltà e di opportunismo. Egli confonde i due piani:quello spirituale, che appartiene a Dio e al quale l'uomo si deve riferire, e quello politico, voluto dall'uomo. I vitelli vengono elevati a rango di dio, ai quali il re e il popolo sacrificano. Come credenti abbiamo il dovere di verificare quanta parte di Geroboamo c'è in noi. Anche noi infatti confondiamo spesso i due piani. Cari amic, il Signore non ci chiede grandi sacrifici, ma ci chiede di liberare il nostro cuore dalle sue passioni.Ci chiede di abbandonare gli idoli della carne, che hanno sostituito il nostro spirito. Non obbediamo alla carne e alle sue leggi;ma facciamo in modo che il nostro spirito sia proiettato nello spirito santo di Dio. Gesù non ci abbandona mai. egli ci sazia con il suo corpo e il suo sangue e si prende cura di noi, della nostra vita. Mettiamoci dunque in ascolto della Parola di Dio e facciamone tesoro, allontanando dal nostro cuore i desideri della carne, per rendere più forte e stabile il nostro rapporto con Gesù.
Signore Gesù, che hai sfamato la folla al tuo seguito, perché hai avuto compassione, rivolgi il tuo sguardo anche su di me con la tua divina misericordia. Saziami con il tuo Corpo e il tuo Sangue preziosissimo e fa' che io non segua gli idoli di Geroboamo, ma solo e soltanto la tua Parola. Amen.