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IL SIGNORE CI ATTENDE, PERCHE' CI AMA
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VENERDÌ 09 FEBBRAIO 2018
LITURGIA DELLA PAROLA: 1Re 11,29-32;12,19;Sal 80(81); Mc 7,31-37
IL SIGNORE CI ATTENDE, PERCHÉ CI AMA
Buono è il Signore con noi. Anche quando siamo affetti dalle nostre iniquità, anche allora non smette di amarci. Non perde occasione, per dimostrarci questo suo amore, come ha fatto restituendo la parola e l'udito al sordomuto. Noi siamo diventati sordi e incpaci di parlare;. Non sappiamo parlare, perché non sappiamo ascoltare. Siamo presi nella rete delle comunicazioni facili e immediate, quelle che ci mettono in contatto con il mondo, ma in modo anonimo e indistinto, che è ciò che caratterizza la freddeza del nostro cuore. Siamo diventati aridi, incapaci di relazionarci, di comunicare, di riposare bene, di meditare sulla aprola di dio; perchè molto distante da noi, dal nostro mondo. Cari amici, forse vi sto tracciando un quadro di riferimento pessimistico; ma è questa la realtà. Dobbiamo allora riappropriarci della nostra identità, della nostra appartenenza a Cristo. Rivolgiamoci a Lui con preghiere e suppliche, perchè la nostra preghiera sia efficace.
O Signore Gesù, accoglimi nel tuo regno d'amore. Fa' che io non mi perda, ma che trovi la strada giusta per seguirti e amarti. Amen.
BEATI COLORO CHE OSSERVANO IL DIRITTO
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GIOVEDÌ 08 FEBBRAIO 2018
LITURGIA DELLA PAROLA: 1Re 11,4-13; Sal 105(106); Mc 7,24-30
BEATI COLORO CHE OSSERVANO IL DIRITTO
Anche i più esperti nella fede e nella preghiera sono soggetti alle insidie del demonio. Lo sanno bene i santi e tutti coloro che hanno vissuto una vita ascetica e di santità. Lo sa bene l'uomo Gesù tentato nel deserto. Può sembrare paradossale alla mente umana, ma più cerchiamo di osservare la Legge e più siamo vessati dalle insidie del demonio. L'importante è non cadere nella tentazione, perchè anche la sapienza, se usata male, non è più sapienza, perchè la vera sapienza è quella che scaturisce da un cuore puro. Il Signore infatti guarda il nostro cuore, come ha guardato il cuore di quella donna siro-fenicia, di lingua greca, una straniera, ma che dimostra di avere più fede degli israeliti,del popolo eletto. Anche le briciole sfamano i cagnolini. Il Signore ci chiede questa disponibilità del cuore. Eleviamo perciò, cari amici, eleviamo il nostro cuore a Dio, Signore della vita. Ma come? Pregando il Signore della vita, che ci elevi fino al suo cuore. Affidiamoci alla sua guida, per non essere traviati da gli dei stranieri e dalla concupiscenza della carne. Liberaci, Signore,dal male e guidaci fino al tuo cuore.
O Signore, che alla donna assiro-fenicia hai fatto dono della fede, guarda con amore il mio cuore e innalzalo fino al tuo cuore. Fa' che io ne sia degno. Amen.
LA BOCCA DEL GIUSTO MEDITA LA SAPIENZA
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MERCOLEDÌ 07 FEBBRAIO 2018
LITURGIA DELLA PAROLA.1Re 10,1-10; Sall36(37); Mc 7,14-23
LA BOCCA DEL GIUSTO MEDITA LA SAPIENZA
La sapienza è nel cuore dell'uomo e nella sua opera, quando riconosce che essa proviene solo da Dio. Così Salomone chiede a Dio la sapienza del cuore, per poter governare sul suo popolo. La regina di Saba rimane stupita da tanta sapienza, che non poteva essere opera umana. Anche noi, sull'esempio del re Salomone, non ricerchiamo la sapienza nelle cose esteriori, ma ricerchiamola nel nostro cuore, perché essa è un dono che Dio elargisce all'uomo dal cuore umile e sincero. Solo chi è animato da uno spirito di umiltà infatti può aspirare alla sapienza del cuore. Cari amici, nel Vangelo Gesù ci indica la via del cuore: s olo da un cuore docile e umile può infatti scaturire il bene. Questo è il punto di partenza per raggiungere le alte vette dello spirito: entrare dentro di noi, analizzare noi stessi, esaminare i nostri pensieri, la nostra condotta, per capire se il cuore produce il bene o il male. Troveremo un sicuro alleato nella preghiera e nella pratica quotidiana della Parola di Dio.
Signore Gesù, che hai concesso al tuo servo Salomone la sapienza del cuore, così che potessse elargire il bene al suo popolo, infondi anche nel mio cuore il lievito della tua bontà e della tua sapienza, perché anch'io possa produrre il bene spirituale per me stesso e per gli altri. Amen.
QUESTO POPOLO MI ONORA CON LE LABBRA
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MARTEDÌ 06 FEBBRAIO 2018
LITURGIA DELLA PAROLA: 1Re 8,23-23.27-30; Sal 83(84);c 7,1-13
QUESTO POPOLO MI ONORA CON LE LABBRA
La preghiera di Salomone è universale; è la preghiera di chi affida se stesso, il suo popolo a Dio, nella consapevolezza della precarietà della vita ed esposti al peccato. Di fronte a questa certezza, l'unica cosa da fare è affidarsi a Dio e sperare nel suo perdono. Spesso , nella nostra preghiera, ci rivolgiamo a Dio, chiedendogli tutto ciò che ci permette di vivere bene, ma trascuriamo l'essenziale: il perdono di Dio e abitare nella sua dimora.Nel Vangelo Gesù si sofferma sulle usanze dei Giudei, come lavarsi le mani e fare le abluzioni prima di mangiare. Non è rilevante il fatto in sè, ma una mentalità che si attesta sulla fromalità e trascura la sostanza. Questo popolo mi onora con le labbra, infatti, diventa il punto centrale di tutto. Ciò vuol dire che una preghiera fatta solo con le labbra, non ha alcun valore. Perché la preghiera abbia la sua efficia, è necessario ch essa scaturisca dalla profondità del nostro cuore e sia rivolta per lodare il Signore e fare ammenda delle nostre colpe.
O Signore, Dio grande e misericordioso, allontana da me il peccato e dirigi i miei passi verso il cammino di santità. Amen.