LA MIA VESTE CANDIDA

Eccomi, Signore, in questa notte

d’ognissanti, abbandonato alla

Parola tua, perché più forte sia

la mia fede. Io più non chiedo

quel che sarà di me, come la

mia mente suggerisce; né più

mai ti chiedo i segni della tua

potenza e santità, perché Tu

sei  santo e impareggiabile

maestro. Come Giobbe, il tuo

eletto, che nella sua più estrema

precarietà, ti ha invocato e reso

più saldo il vincolo dell’alleanza

redentrice, così rendi salda la

mia fede. Che io non vacilli con

la mia infedeltà; che io non segua

mai il vento  di varie dottrine; che

non mi stanchi mai, nella mia po-

vera e semplice preghiera, di lodare

Te e benedire il tuo santo nome. Che

Io non abbia mai a pensare che Tu

Non sei innamorato di quest’uomo,

come  di tutti, perché per certo io

sento indegnamente su di me la

Grazia tua e il tuo perdono. Fa’, o

Signore, che io possa imitare Te,

attraverso l’opera dei tuoi santi,

di quelli che tu hai elevati agli

onori dell’altare e di tanti, che,

sconosciuti al mondo intero,

hanno combattuto la buona

battaglia e contemplano la

tua luce.Non guardare le nostre

 fragilità, che,come foglie ingiallite

 e pervicaci, non vogliono staccarsi

 dal loro albero, ma rinnova in me

 il tuo Santo Spirito,perché gemma

nuova di primavera sia il mio cuore

nel susseguirsi delle stagioni, fino

 a quando vorrai che anch’io sia

degno di indossare per Te la mia

veste candida. Amen.

Madre mia, fiducia mia.

COME FIGLI DELLA LUCE

Ora che la notte ha fatto il suo corso

e il passo cede al giorno, a Te vengo,

dinanzi al tuo altare, per offrirti il mio

giorno, il mio tempo e la mia storia.

A Te, Padre santo, a Te, Figlio incarnato,

a Te, Spirito Santo salga da questo altare

del mio tempo la mia preghiera di lode.

Lode a Te, o Padre celeste, che nella tua

prescienza hai tutto ordinato secondo

la tua promessa fatta ai nostri padri.

Lode a Te, o Gesù pieno d’Amore e di

compassione, che ti sei dato per noi,

in obbedienza perfetta. Gloria a Te, o

Spirito Santo, che su di noi  effondi il

Il tuo Fuoco d’intelligenza e di amore.

A voi, o Santa Trinità, Padre, Figlio e

Spirito Santo, la mia offerta quotidiana:

me stesso e tutto quanto in me vive.

La notte mi ha avvolto nel suo vaso di

alabastro e ha custodito la mia speranza

di rivedere i  giorni e le stagioni, ma Tu,

Signore, non sei una stagione, Tu non ti

alterni con nessuno, perché Tu, eterno,

sei la mia storia; sei la Luce, che  inonda

la mia anima e il fuoco che infiamma

questo cuore. O Luce beatissima, fa’ che

 io di null’altro abbia bisogno se non di

Te, che sei mio Pane e mio nutrimento.

Vieni,o Luce eterna,a illuminare le tenebre

di questo cuore pavido e timoroso, quando

mi avvolge la nebbia dell’ipocrisia e della

indifferenza. Rimani con me per sempre,

perché giorno e notte io possa vivere  

come i figli della Luce. Amen.

Madre mia, fiducia mia.

 

Mi respira il tuo respiro

 

Credo nel tuo amore, o mio Gesù,

mentre con forza Pietro afferma:

dove andremo senza Te, Signore?

Si concretizzi in me l'esperienza

tua,o mio compagno di viaggio.

Discorri con me, o Signore della

vita,in questo mio lento incedere, 

che spesso mi distrae e non mi fa

vedere il bene del tuo amore. Tu

sai che miracoli non chiedo, non 

chiedo segni alla tua divina Maestà,

perché unica certezza è sentirmi da

Te amato  e pervaso dal tuo calore,

che si diffonde nel corpo e nell'anima.

Si, o mio Signore, il tuo amore io sento

che pervade le mie profondità con lo

stupore di un bambino dopo una sua

scoperta. Si, perché ogni giorno io

scopro di essere da te amato, mentre

non riesco a ricambiarti in maniera

adeguata: Tu, che sei infinito,entri

nel mio essere finito; l'eternità che

entra nella temporalità! Quale dono

più grande,o Signore, che quello di

essere da te amato e farmi sentire

un essere eterno e gustare il respiro

della tua tenerezza con tutta la mia

precarietà? Grazie, Signore! Si fa più

certo e vivo il mo incedere, ora che

il tuo respiro ho respirato. Amen.

Madre mia, fiducia mia.  

 

 

 

QUEL RESTO D’ISRAELE

 

Dolce è stare con Te, Signore,  

per contemplare la tua Luce e  

gustare la tua presenza con tutta

la mia anima  i miei sensi. Novello

Bartimeo, grido a Te, o mio Signore:

 che io veda! A Te presento la mia

cecità, che m’impedisce di vedere Te

negli altri. È quella cecità del cuore,

generata dal mio egoismo e dalla mia

autosufficienza, quando dico:so badare

 a me stesso! E voglio la mia autonomia!

Mentre perdo la mia libertà, quella che

mi fa dire a  tutti i Bartimeo: “cosa vuoi

 che io faccia per te?”. La mia autonomia,

troppe volte ricercata e raggiunta,soffoca

la mia libertà e mi costringe a vivere solo

per me stesso. Quante volte, seguendo gli

inganni del mio tempo, mi allontano da quel

“resto d’Israele”, che Tu hai ricomposto e

guidato fino al tuo Monte Santo! Quante

volte, cieco Bartimeo, non ho dato  risposta

 a chi mendicava briciole d’amore; a chi

gridava con il suo silenzio ed è rimasto

da me inascoltato! O Signore, o  assoluta

Bontà e Grazia, quante cose hai fatto per

me! Quanta pazienza per tutta la mia

disobbedienza! Ma ora è diverso e non posso

fare finta di nulla, né posso continuare con

la chiacchiera di questo mondo  effimero e

ingannevole.Voglio  anch’io far parte di quel

“resto d’Israele” che segue la tua rotta;

ma ho bisogno di Te, dei tuoi occhi

divini, che mi guariscano dalla mia

cecità e mi permettano di vedere oltre

 me stesso. Ecco! Tu sei già qui con me,

Signore!  Adesso vedo già con i tuoi occhi

divini; adesso sono  anch’io quel tuo

“resto d’Israele”.

Amen.

Madre mia, fiducia mia.

 

 

Notte di stupore

Pace e silenzio in questa notte

di stupore, mentre mi sorridono

gli Angeli e mi prendono per

mano. O mare di Vico! O azzurra

distesa, dove, adolescente, lavai

le mie impurità,  mentre le prime

scoperte generavano l’ansia di

una colpa che non avrei mai lavato

abbastanza! E tu Signore, attraverso

il mio Angelo Custode, m’indicavi

la strada dell’eternità e accogliesti

la mia risposta prima, come inesperto

amante che iniziavi all’Amore. Ora

piango in questa notte dell’Angelo,

mentre la mano mi tendi e ancora mi

inviti ad amarti. Io sono qui, Signore,

con la mia fede adulta e ancora

inesperto dell’Amore vero, che al

bambino insegnasti nel mare di Vico,

in un tuffo ideale dal mio castello.

O Signore, che hai lavato le mie ferite

maleodoranti con il Sangue tuo

immacolato! O Agnello che hai

segnato i miei stipiti  e nel mio cuore

hai lasciato l’ardente tuo bacio d’Amore,

manda ancora i tuoi Angeli sul mio

cammino, perché puro io diventi come

un bambino. Questo sarà il tuo dono

d’Amore, che fa più grande questo

piccolo cuore, mentre mi avvolgono

pace e silenzio in questa magica notte

di stupore. Amen.

Madre mia, fiducia mia.