02 Gennaio 2022, anno C

Liturgia della Parola: Sir 24,1-2.8-12-4.12-16; Sal 147 vv.12-15.19-20;Ef 1,3-6.15-18; Gv 1,1-18.

“Il Verbo si è fatto carne”.

1.Il nostro “Credo” si basa sulla certezza dell’Incarnazione, passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo. Quante volte abbiamo recitato il credo? Forse non tutte le volte riflettiamo su questo Mistero. Pensiamo perciò a quale grande dono il Signore ci ha fatto, predestinandoci, ancor prima della creazione, alla vita eterna, cioè alla resurrezione. Solo per amore il Signore ha fatto ciò. E noi? Noi rischiamo di cadere nelle pieghe della razionalità e cerchiamo di agire con la mente. No, amici, la mente non c’entra. Per quanto la mente sia importante, è il cuore che batte e ci fa prendere decisioni. 2.Come l’amore di Dio si muove  a compassione per l’uomo, così l’uomo deve accogliere Gesù, fino a farlo diventare parte integrante di noi. Preghiera. O Signore, grazie per il dono della resurrezione e per tutti i tuoi benefici. Amen. Madre mia, fiducia mia.

31 Dicembre 2021, Anno C

Liturgia della Parola: 1Gv2,18-21; Sal 95(96) vv.1-2.11-13; Gv 1,1-18.

”Gioiscano i cieli, esulti la terra”

1.Nelle prime comunità cristiane vi erano delle persone, che, nonostante fossero battezzate, non seguivano tuttavia il precetto del Signore. Anche oggi vi sono cristiani di nome, ma non di fatto. La domanda che ciascuno deve porsi è: io sono un cristiano? Vivo il precetto del Signore? Oppure vivo il precetto dell’uomo? E qual è il precetto dell’uomo? Eccolo: rivendica la tua indipendenza, la tua autonomia; gestisci come ti pare il tuo essere cristiano; se non ti va di assolvere al precetto, non farne un problema; se i tuoi figli non vogliono andare a messa, giustificali sempre, dicendo che sono liberi.....tutto questo, cari amici, e altre cose simili, è precetto dell’uomo. Noi rischiamo continuamente di costruirci una fede e una religione autonoma, una religione senza Dio, come afferma il Gesuita Padre Giuseppe De Gennaro.Riflettiamo, amici, in quest’ultimo giorno dell’anno e promettiamo a noi stessi di vivere una vita cristiana, 2. Se non accogliamo la Parola di Dio, non serve neanche dire “ ...e il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzon a noi”.  Se lo riconosciamo, seguiamo il suo precetto. Scegliamo, dunque, amici, scegliamo di riconoscerlo e accogliamolo veramente come si conviene, cioè sul serio. È il mio augurio personale di fine anno e dell’inizio del nuovo anno. Io scelgo sempre il Signore. Sceglietelo anche voi e teniamocelo stretto. Per sempre. Amen. Madre mia, fiducia mia.

29 Dicembre 2021, anno C

Liturgia della Parola: 1Gv 2,3-11; Sal.95(96) vv.1-3.6; Lc 2,22-35.

“Cantate al Signore, uomini di tutta la terra”.

1.Il messaggio che ci giunge dalla prima lettera di S.Giovanni Apostolo, è eloquente: come si fa a dire “conosco Dio”, se poi non mi curo dei miei fratelli?  E come amarli? La parola “amore” è la più inflazionata. Come l’inflazione toglie il valore alla moneta, così l’inflazione della parola “amore” toglie valore alla parola stessa.Non ci riempiamo di belle parole, cari amici, ma andiamo all’essenziale, cioé al cuore. Quante parole si sono sprecate in questo Natale? Sono parole autentiche? Quante immagini abbiamo inviato sui Social, cercando quella più suggestiva e forse unica?  Non è il Natale dell’apparire, questo? Allora, cari amici, ritorniamo all’essenziale, cioé a Cristo. Stiamo vivendo quest’ultimo scorcio di anno, viviamolo bene: nella gioia della vita, nella preghiera di ringraziamento,nella meditazione sulla Parola.Non corriamo dietro alle parole, non arricchiamo i nostri messaggi di parole, ma andiamo all’essenziale: ama il Signore e ama il tuo prossimo come te stesso. Lo Spirito stesso ci detterà le forme e i modi di amare veramente, come ha fatto con il vecchio Simeone. Preghiera. O Signore, fa’ che la tua Parola non sia trasformata in parole vuote dalla nostra distrazione. Riconduci i tuoi figli alla piena consapevolezza che solo vivendo una relazione d’amore con l’altro, possiamo vivere una relazione d’amore vero con Te. Amen. Madre mia, fiducia mia.

 

 

 

 

30 Dicembre 2021, anno C

Liturgia della Parola: 1Gv 2,12-17; Sal 95(96) vv.7-10; Lc 2,36-40.

“Venite, popoli, adorate il Signore”.

1.”la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita”. Questo è il mondo al quale spesso ci affidiamo e che cerchiamo di imitare. Analizziamo la nostra condotta, i nostri pensieri e le nostre azioni  e regoliamo la nostra vita, sull’esempio  di Gesù, che “cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la Grazia di Dio era su di lui”. Cari amici, non possiamo crescere nella fede, nella speranza e nella carità, se non facciamo la volontà di Dio e non seguiamo l’esempio di Gesù. Preghiera: O Signore, fa’ che i miei pensieri e le mie azioni siano lontani dalla concupiscenza della carne, degli occhi e dalla superbia della vita. Amen. Madre mia, fiducia mia.

 

28 Dicembre 2021, anno C

Liturgia della Parola: 1Gv 1,5-2,2¸ Sal 123(124) vv.2-5.7-8; Mt 2,13-18.

“Chi dona la sua vita, risorge nel Signore”.                                                                                                                 

1.Dio è Luce e in Lui non c’è tenebra alcuna”. Il nostro rapporto con Dio è costruito mediante la sua Luce. Possiamo dire che è un rapporto di Luce e nella Luce.Un rapporto di Luce non può costruirsi sulla menzogna, ma si costruisce sempre sulla schiettezza. Allo stesso modo, non possiamo dire di essere liberi, se sappiamo di essere nel peccato.Riflettiamo bene su ciò, perché il Signore non gradisce la menzogna. 2. Erode teme di perdere il potere, perciò fa strage di innocenti. Erode è un personaggio libero? Certamente no, perché accecato dal potere. Riflettiamo, cari amici, se ci accorgiamo di stare dalla parte di Erode, affrettiamoci a cambiare la nostra prospettiva e indirizziamo lo asguardo a Gesù. Amen.