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18 Gennaio 2023, anno A
Liturgia della Parola: Eb 6,10-20; Sal 110(111) vv.1-2.4-5.9-10; Mc 2,23-28.
“Non pigri, ma imitatori”
1.Non c’è alcun limite, quando andiamo incontro al Signore.La lettera agli Ebrei si spinge infatti oltre il velo del tempio, dov’è il Santo dei santi. Un traguardo verso il quale Gesù ha aperto il varco, donandoci la speranza di potervi entrare. E come? Facendoci imitatori di Cristo e dei santi, rivestendo l’armatura di Cristo e rigettando l’armatura del mondo. Cari amici, non c’è spavalderia dentro di noi, se diciamo che desideriamo entrare oltre il velo del tempio, ma con l’umiltà e in punta di piedi, sul modello di Cristo Gesù, faremo passi da gigante. 2. L’ipocrisia dei farisei prende sostanza nella formalità di una legge, anche quella religiosa. Non lasciamoci irretire dall’esteriorità, ma viviamo intensamente, interiormente e concretamente il precetto del Signore, nella speranza certa di essere da Lui amati. Madre mia fiducia mia.
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16 Gennauio 2023, anno A
Liturgia della Parola: Eb5,1-10; Sal 109(110) vv.1- 4; Mc 2,18-22.
“Vino nuovo in otri nuovi”
1.Il digiuno formale, solo per ottemperare a una legge imposta, non serve a nulla. Il Signore non gradisce digiuni formali, ma un cuore contrito più che gli olocausti. Se scendiamo nella nostra quotidianità, possiamo dire che certe pratiche devozionistiche, fatte solo per abitudine o addirittura per superstizione, non fanno bene all’anima. La novità portata da Gesù è come quel vino nuovo, che ha bisogno di un otre nuovo o rinnovato, per potersi conservare. Diventiamo anche noi degli otri nuovi o rinnovati, per custodire il vino nuovo della Parola di Dio. 2. Il punto di domanda è: quando decido di rinnovare il mio otre? Ogni occasione è propizia, se non diamo spazio alla pigrizia. Cari amici, non indugiamo, ma diamoci da fare, per leggere e interpretare i segnali che, in vari modi, il Signore ci manda. Ci sono persone che decidono di non decidere. Noi invece decidiamo di decidere e decidiamo presto. Preghiera: O Signore, voglio decidere di decidere, superando la mia pigrizia. Amen. Madre mia fiducia mia.
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Liturgia della Parola: Eb 4,12-16; Sal 18(19) vv.5.9-10.15; Mc 2,13-17.
“Seguimi”
La Parola di Dio è come un bisturi, che affonda la sua lama nella carne, per guarirla dalle sue affezioni e da ogni malattia. L’ipocrisia, il lievito dei Farisei, è, insieme alla superbia, la malattia più grave, spesso subdola.Riconoscere i sintomi di una malattia , ci porta a una diagnosi e alla cura.Così accade per la nostra anima: se riconosciamo i sintomi del nostro malessere, riusciremo anche ad arginare e respingere la furia del peccato. Quale sarà la cura? Accogliere la Parola di Dio, pregare e mettersi in gioco per la realizzazione del suo Regno.Preghiera. Signore, aiutami a riconoscere i sintomi, perché io possa accogliere la tua Parola sempre e praticare la preghiera per la mia guarigione. Amen. Madre mia, fiducia mia.
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15 Gennaio 2023, anno A
Liturgia della Parola: Is 49,3.5-6; Sal 39(40), vv. 2.4.7-10; 1Cor 1,1-13; Gv1,29-3.
“Ecco, Signore, a Te vengo”.
1.Meditando sulla lettura dal profeta Isaia, non possiamo non identificarci noi medesimi nella vocazione. Il Signore chiama tutti e in tanti modi, devo essere io a leggere i segni e saperli collocare nella giusta direzione. Ciò richiede attenzione, fede e pazienza. Ognuno di noi deve farsi carico della missione e incominci ad evangelizzare se stesso, poi la famiglia, poi i parenti, poi gli amici...La nostra scelta di vita cristiana impone l’opera di evangelizzazione. Ci vogliamo approntare? 2.A chi affidarsi per la nostra vocazione, se non a Dio? Eccomi è la risposta del profeta, ma deve essere anche la nosra risposta, senza indugio,determinata e certa. 3.La testimonianza di Giovanni deve animare anche la nostra vita, che deve essere tetimonianza continua. Non possiamo essere testimoni a giorni alterni, ma sia il nostro parlare schietto e trasparente.
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13 Gennaio 2023, anno A
Liturgia della P3-4.6arola: Eb4,1-5.11; Sal 77(78) vv.3-4.6-8; Mc 2,1-12.
“Alzati e cammina”
1.L’idea del riposo racchiude in sé un ideale di pace, di benessere, di felicità, di vita eterna, in comunione con Dio. Chi rimane escluso dal suo riposo? Colui che attua la disobbedienza come sistema, come metodo di vita. La disobbedienza porta alla paralisi, perché ci impedisce di parlare e di muoverci. L’obbedienza invece, ci fa fare salti di gioia e ci dona il passaporto, per entrare nel riposo.È una questione di fede: chi, avendo ascoltato la Parola, non l’accoglie con fede, sarà come uno che legge, ma non capisce ciò che legge. La Parola va assorbita, metabolizzata e resa parte integrante della nostra vita. Fuori da quest’ottica, saremo dei paralitici a vita, senza alcuna speranza di guarire. Affrettiamoci, amici, apriamoci un varco, anche dal tettuccio, e lasciamoci guarire da Gesù. Preghiera: Signore, fa’ che io accolga con fede la tua Parola. Amen.