25 Novembre 2021, anno B

Liturgia della Parola: Dn 6,12-28; Sal  (Dn 3,68-74); Lc 21,2-28.

“Benedica la terra il Signore”

1.Chi confida nel Signore sarà salvato. Daniele confida nel Signore e viene salvato dalla fossa dei leoni, in cui era stato gettato. La simbologia è chiara: la salvezza viene dal Signore. Basta solo avere fede. Confido in Te, Signore, e nel tuo Amore, perchè Tu sei la nostra salvezza. 2.Gesù nel Vangelo prospetta la fine del mondo, nel senso di una trasformazione generale, cioè di un nuovo sistema universale, in cui saremo catapultati in virtù della liberazione alla quale siamo destinati. Come Gesù si trasfigura, così anche noi ci trasfigureremo in Lui. Il tempo è vicino, la fine è vicina, ma Gesù ci dice che è vicina la nostra liberazione. Non si tratta di attendere la fine in modo rassegnato, ma di vivere questa vita nella pienezza della Parola, con il fine a cui siamo destinati:la vita eterna. Ecco allora che il Signore viene ed  è vicina la nostra liberazione! Esultiamo! Preghiera: Signore Gesù, che hai annunciato la fine dei tempi, fa’ che viiviamo il nostro pellegrinaggio su questa terra, in osservanza delle tue Leggi e della tua Parola, perché questo tempo porti buoni e copiosi frutti spirituali. Amen. Madre mia, fiducia mia.

 

24 Novembre 2021, anno B

Liturgia della Parola: Dn 5,1-6.13-14.16-17.23-28; Sal ( Dn3,62-67) ; Ap 15,1-4.

 

Io ( il Signore)vi darò parola e sapienza”.

1.”Sei stato trovato insufficiente” è la spiegazione di Daniele al re., della mano che scrive sull’intonaco della parete. Soffermiamoci su questa simbologia e riflettiamo insieme: Il Signore pesa la mia anima: come mi giudicherebbe? Mettiamoci nella dimensione di essere giudicati dal Signore. Ciò richiede un forte impegno e una grande volontà. 2.Dobbiamo essere testimoni credibili e perseveranti, se vogliamo salvare la nostra vita! Adoperiamoci, dunque, cari amici, perché la strada indicata da Gesù diventi la nostra strada maestra. O Signore, che scruti il mio cuore, fa’ che la tua Parola sia sempre il centro della mia vita. Amen. Madre mia, fiducia mia.

 

22 Novembre 2021, anno B

Liturgia della Parola. Dn1,16.8-20; Sal (Dn 3,52-56); Lc 21,1-4.

“A Te la lode e la gloria nei secoli”.

  1. Daniele e i tre giovani si rifiutano di mangiare cibi contaminati o esclusi dalla tradizione israelitica, ma il loro aspetto è bello e sano. Questo linguaggio simbolico ci porta a pensare che il cibo spirituale, a partire dall’Eucarestia alla preghiera, ci rende sani e belli. Questo è il grande miracolo della fede. 2. Ciò che facciamo con il cuore, lo ritroviamo nel libro della Vita. I nostri nomi sono scritti nel cielo e il Signore conosce bene la nostra anima e tutto ciò che siamo. Preghiera: donaci, o Signore, il coraggio e la forza di lottare contro coloro che rifiutano la tua Parola. Amen. Madre mia, fiducia mia.

 

23 Novembre 2021, anno B

    Liturgia della Parola: Dn 2,31-45; Sal ( Dn3,57-61; Lc 21,5-11)

   “Grandi cose ha fatto il Signore per noi”

1.Possiamo dire che la parola d'ordine, che compendia le letture è: serenità.  Di fronte all’annuncio degli ultimi tempi, Gesù raccomanda di non andare dietro ai falsi profeti, perché a nessuno è dato di sapere il tempo della fine. A noi credenti rimane la certezza che tutto si compirà secondo il disegno stabilito da Dio. La distruzione del tempio prefigura la caducità della vita, ma anche la ricostruzione in Cristo, cui ogni cristiano deve tendere. Serenità, dunque, cari amici! Serenità nella fede e nelle opere, attraverso la preghiera. Non lascimoci coinvolgere da falsi profeti e false profezie, ma ascoltiamo con fiducia la Parola di Dio e viviamola intensamente. Preghiera: O Signore Gesù, fa’ che la mia vita si riempia del tuo Santo Spirito e che la mia fede sia sempre accompagnata dalle opere, come Tu hai annunciato. Amen. Madre mia, fiducia mia.

 

 

 

 

20 Novembre 2021, anno B

Liturgia della Parola1Mac 6,1-13; Sal9 vv.4.6.16.19; Lc 20,27-40.

“Il misero non sarà mai dimenticato”.

1.Il re Antioco, che tanto male aveva fatto al popolo d’Israele, muore nella tristezza, ma anche nella consapevolezza di aver fatto del male e di meritare il castigo divino. Il Signore castiga indubbiamente i malvagi, ma perdona chi è sinceramente pentito, perché è buono. 2. Nel Vangelo il gruppo dei Sadducei non crede nella resurrezione.  La forza del cristianesimo è proprio nella resurrezione. Sarebbe vana, dice san Paolo, la nostra fede, se non ci fosse la risurrezione. Un concetto, questo, che spesso vogliamo risolvere con la mente, ma si può accogliere solo con gli occhi della fede, nella certezza che Gesù risorto ci ha donato la resurrezione.Vivere nella fede, significa vivere nella certezza che risorgeremo, grasfigurati in Dio. Preghiera: Signore Gesù, che sei risorto per noi, aumenta la nostra fede. Madre mia, fiducia mia.